Quasi due mesi dopo dal rogo di Sakhir, Romain Grosjean è ancora impegnato nel lungo percorso di riabilitazione dalle ustioni riportate alle mani, già sottoposte a interventi chirurgici.

Le limitazioni nella quotidianità sono raccontate dal diretto interessato, che pone l’accento sulla lesione ai legamenti del pollice: “Nell’incidente si sono lesionati i legamenti del pollice, ho subito un intervento alla mano sinistra, per il resto si tratta principalmente di trattare le ustioni.

Sterzi a parte: Un saluto a Graton, papà di Michel Vaillant

A essere più fastidiosa è la ferita al pollice, devo ancora prendermi cura dei legamenti perché anche l’operazione di svuotare una brocca d’acqua può finire male. Presto davvero attenzione, poi ci sono anche i problemi legati alle temperature, la pelle – essendo “nuova” e molto sottile – è altamente sensibile”, racconta in un’intervista a Ouest France.

Formula 1 capitolo chiuso

Non ha potuto “salutare” la Formula 1 con un’ultima esibizione al volante, resta quell’invito di Mercedes, disponibile a mettere una W a disposizione di Romain, quando vorrà e, soprattutto, le condizioni fisiche lo consentiranno.

Alle corse, al prossimo capitolo della carriera guarda con due fronti a stuzzicarlo, Indycar e WEC, mentre sulla F1 dice: “Dal punto di vista del pilotaggio, penso che tra me e la F1 sia finita. Non voglio tornare giusto per tornare, non mi interessa. Poi, quando guardi la griglia, i sedili migliori sono tutti occupati. Ha poco senso tornare. Resta ancora un piccolo ruolo nell’associazione dei piloti, continuerò a partecipare alle riunioni e qualcosa che mi sta davvero a cuore”.

Indycar, il nodo ovali

Le corse sono pericolose, quale che sia la categoria. L’idea, però, di affrontare un campionato con gli ovali come la Indycar, inevitabilmente porta con sé qualche dubbio in più sulle scelte future. Ben prima del rogo del Bahrain, Grosjean guardava Oltreoceano come una serie interessante ma ammettendo la paura del gareggiare sugli ovali. Voglio tornare a correre. La Indycar è un bel campionato con ottimi piloti, lo guardo da vicino. Dire se è una cosa fatta o vicina a esserlo, ci vuole ancora molto tempo. Poi ci sono le gare sugli ovali, tecnicamente sono complesse e devo parlarne anche con i miei cari, spiega.

Le Mans per un ritorno alle origini

Il mondo Endurance è un’altra prospettiva futura, lui che a Le Mans ha già corso nel 2010, agli inizi della carriera in Formula 1. La 24 Ore di Le Mans è chiaro rientra tra le cose che voglio fare. Quest’anno siamo ancora tra due regolamenti, Toyota ha presentato la sua macchina ed è molto bella. Sappiamo arriveranno altri costruttori entro il 2023. è qualcosa che mi tenta parecchio, dividere la macchina con altri compagni di squadra. Il F1 l’obiettivo è andare più veloce possibile da solo, oggi mi entusiasma l’idea di portare tutti ad andare veloce. Ho già avuto modo di correrla, ancor più di recente negli Esport e vorrei davvero farla nuovamente”.

Red Bull e Oreca insieme sul progetto di prototipo a idrogeno