Vettel, Ricciardo, Perez, Sainz. Quattro casi, quattro macchine, quattro diversi inizi di campionato. Tutti, in un nuovo team. Serve adattarsi, capire, trovare la propria strada per esprimersi al meglio. In Red Bull Perez ha al momento portato punti buoni per il mondiale Costruttori ma è lontano dall'essere al 100% del potenziale mostrato dal pilota  visto in Racing Point. 

Vettel: "Aston non è dove vorremmo, miglioreremo"

A Portimao ha raccolto indicazioni importanti sulla prestazione in gara, dal GP di Spagna si attende altri progressi, perché con una Red Bull l'ambizione dev'essere di stare sul podio con regolarità e provare a vincere. 

Work in progress

"Sono ottimista su questo week end, dopo quello passato in cui abbiamo fatto un buon passo in avanti nella giusta direzione sul ritmo in gara. Adesso spero potremo farne un altro in tutte le aree, quello finale è ciò che mi serve per essere in partita con i primi ed essere in lotta per vincere le gare", racconta Perez.

Ha lasciato Racing Point e, Otmar Szafnauer, nel corso dell'inverno ha rivelato come le preferenze di Perez, di assetto, fossero piuttosto estreme, perlomeno se paragonate ai suoi compagni di squadra. A Milton Keynes ha trovato tutto un altro livello di prestazione, di una macchina vincente e, quest'anno, da mondiale.

Differenze Red Bull e stile di guida da adattare

Le differenze è superfluo dire siano lampanti. Checo va ad approfondirle, lato guida: "Penso sia solo una macchina molto diversa, su ogni abitudine che avevo ho trovato aspetti molto diversi, nuovi su questa macchina. A tal proposito devo adattarmi a un nuovo stile di guida in gara, in qualifica, nelle libere con diversi carichi di benzina. Su ogni cosa devi essere molto attento, nulla avviene ancora in modo naturale, però essere dove siamo, così vicini, dopo il Portogallo ero molto molto vicino sul passo gara e vediamo dei progressi a tal proposito.

Si tratta dello stile su tante cose, come acceleri, come utilizzi il gas per far girare la macchina, come freni dritto o provando a portare velocità in curva, è uno scenario semplicemente diverso. Sembra che ci siano macchine un po' più simili ad altre, non è il mio caso, però sono contento di come stanno andando le cose e stiamo mostrando grandi passi in avanti. Spero di farne altri ed essere in partita per vincere in questo".

Base Max prima di metterci del proprio

Un'analisi che il pilota messicano completa indicando quello che è il "metodo" per inserirsi in squadra. Cercare ostinatamente la propria via nell'interpretare la RB16B non è la strada corretta, spiega. Così, più intelligente e saggio partire dalle scelte d'assetto di Verstappen, avvicinare il livello (altissimo) di Max e provare dopo a ritagliarsi la macchina su di sé: "In Max ho un forte metro di paragone, sfrutta ovviamente al 110% la macchina già dalle libere 1 e lo fa fino alla domenica. 

Verstappen: "Track limits? Meglio la ghiaia"

Penso di dover prima arrivare a quel livello e poi spostarmi, è come la vedo. Non ha senso seguire una direzione diversa, perché finirei col perdermi. Perciò lavoro su una base molto simile a quella del mio compagno di squadra".

I tempi delle prove libere 1