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Sono italiani i primi DNA della storia F.1

Nell’anno settantesimo della F.1 iridata, è con un certo orgoglio che si può rilevare l’italianità dei primi due DNA di un certo lignaggio nella storia della F.1, vale a dire il leggendario vincitore della 1000 Miglia Giovanni Bracco, classe 1908, regolarmente iscritto al Gp d’Italia 1950 con una Ferrari 125 della SEFAC, ossia ufficialissima, ma mai apparso in pista. Nulla di fatto anche per Luigi De Filippis, stessa spiaggia stesso mare, iscritto con una Maserati 4CLT/48 ma, appunto, non arrivato. Luigi è meglio noto per essere il fratello di Maria Teresa, la prima ragazza al via di un Gp iridato in tutta la storia della F.1, ma a partire dal lustro successivo.

La voglia di correre in F.1 - ma in una corsa non iridata -, Luigi medesimo se la cavò comunque, gareggiando nel Gp di Pescara con la sua Maserati, giungendo buon sesto. Sudafrica, terra fertile Ma a ben guardare negli Anni ’60 è il Gp del Sudafrica il weekend più propizio per iscrizioni misteriose, pittoresche e non mantenute da apparizioni in pista, tipo il locale Tony Jefferies con una Brabham della Scuderia Scribante nel’edizione 1968, per fare corta una storia altrimenti lunga. Visto che in questo caso la modesta caratura dei partecipanti mancati e la scarsa competività delle vetture in ballo non consiglia di consumare altra candela per tale gioco.

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