Con la colonna sonora di Via col Cento a fare da sottofondo, il Mondiale di F.1 si trasferisce dal Messico agli Stati Uniti preparando la festa di Lewis Hamilton a un passo dalla conquista del suo sesto titolo iridato. Roba marginale ormai, minima questione aritmetica dentro a un campionato nel quale Hammer continua a essere il migliore. E domenica prossima in Texas potrà archiviare la pratica, mettendo la parola fine alla corsa al titolo con abbondante anticipo sulla fine del campionato.

Quel campionato che, nella sua seconda parte, ha messo sotto ai riflettori una Ferrari dannatamente veloce, capace di far riaccendere la passione e giocarsela su tutte le piste ma ancora una volta costretta a veder gli altri festeggiare «Partendo con due vetture in prima fila ci si aspetta qualcosa di diverso, il ritmo era buono, siamo dispiaciuti per non aver portato a casa il risultato».

Nelle parole del team principal Mattia Binotto c’è il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. «Vedo tutta la squadra dispiaciuta, delusa, e questa è la cosa che mi fa più piacere, il prossimo Gp è domenica prossima, così giriamo subito pagina», ha aggiunto l’ingegnere di Selvapiana con lo sguardo già rivolto verso Austin.

Non deve attendere la matematica certezza per festeggiare la conquista del suo primo titolo iridato Ott Tanak. Gli è bastato chiudere il Rally di Spagna al 2° posto e centrare un’impresa che riscrive la storia della specialità: non solo è il primo estone a mettere la sua firma nell’albo d’oro dei campioni, ma con il suo trionfo decreta anche la fine dell’impero francese e dei quindici anni di assoluta tirannia dei Re Sebastien, prima Loeb e poi Ogier. Con una gara d’anticipo Tanak artiglia il titolo dopo un’annata devastante per i suoi rivali e ora è diventato un pezzo pregiato di un mercato rally che si prepara adesso a fare i botti.