Mentre il Mondiale di F.1 torna ad accendere le sue insegne nel prossimo weekend a Silverstone per il primo di 6 round che da qui al 13 settembre avrà soltanto una pausa nel penultimo fine settimana di agosto, è tempo di riflessioni. Soprattutto in casa Ferrari.

L’inizio tutto in salita delle Rosse rappresenta uno dei momenti più duri da tanti anni a questa parte. È per questo che in questa caldissima estate e dopo la rivoluzione soft attuata all’interno del Reparto Corse, con la creazione di una nuova area e una ridistribuzione più chiara e netta delle responsabilità, abbiamo scelto di tornare indietro nel tempo. A quando a Maranello c’era lui: Enzo Ferrari.

Senza fare esercizi di fantasia, siamo tornati in quel mondo che adesso sembra lontano anni luce, chiedendo memoria e supporto a Mauro Forghieri, ovvero il solo uomo che ha ancora la competenza, l’autorevolezza e l’esperienza per rispondere in modo credibilissimo alle tante domande rimaste sospese in questa estate rovente per la Scuderia.

Come si sarebbe comportato il Drake dinanzi a una crisi cosi? grave e profonda della Rossa in F.1? Come avrebbe reagito? E quante epurazioni sarebbero avvenute?

Nelle pagine che seguono troverete tutte le risponste che Forghieri ha fornito a Mario Donnini. Ma ce n’è una che vale la pena di leggere come anteprima: «Penso ci sia da chiarire un aspetto privatissimo fino a oggi poco noto all’esterno. E cioè che in realtà nei momenti di crisi e sofferenza dei programnmi sportivi del Cavallino, Enzo Ferrari non era per niente cattivo, spietato o eccessivamente severo con i dipendenti o con i responsabili di settore».

Curioso e molto significativo anche un altro aneddoto svelato da “Furia” che dà l’esatta misura delle dinamiche ai tempi del Drake: «Io avevo sempre un bel parafulmine: proprio il Commendatore. Quando c’era qualcosa che non andava soprattuto con i piloti dicevo sempre: “Tu hai ragione ma dillo a Ferrari che tu non la pensi come lui...”. Mi copriva sempre e cercava sempre di darmi ragione quando andavano a lamentarsi. Poi una volta rimasti soli mi diceva: “Scusa ma che cosa hai combinato?”».

E chissà cosa avrebbe detto il Drake di una stagione come questa che vede per la prima volta nel calendario del Mondiale di F.1 ben tre Gp sul suolo italiano.

Dopo gli annunci di Monza e Mugello, nella passata settimana è arrivata anche la conferma di Imola. Il triplete sognato per settimane, insomma, ci sarà.

In mancanza dei lampi Ferrari, l’Italia si pone comunque sotto i riflettori del Circus con le sue tre piste più belle, quelle che nessun altro Paese al mondo può vantare. Ed è bellissimo poter, quella della vittoria di Schumacher su Alonso con il pubblico in visibilio.

A proposito di pubblico: proprio Imola potrebbe avere le porte aperte per gli spettatori, ma adesso la cosa più bella è che, quelle porte la F.1 le abbia riaperte anche al circuito in riva al Santerno.

A proposito di Imola. Nello scorso week end un giovane spagnolo David Vidales ha ottenuto una splendida doppietta nell’Eurocup di Formula Renault. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che il ragazzino fa parte della scuderia di piloti che stanno crescendo sotto l’ala di Salvatore Gandolfo, siculo-svizzero, che ha un sogno nel cassetto: entrare in F.1 con un suo team. Nel frattempo si sta attrezzando sul fronte dei piloti (sotto la sua giudisdizione c’è anche Alex Palou) in attesa di sviluppi futuri.