E ora viene da dire solo una cosa: Forza Fernando. Con tutto il cuore. Il peggio è già alle spalle. Sei uno che non ha paura delle sfide, anzi proprio da quelle trai linfa vitale e non sarà una mandibola fratturata a mettere fine al tuo sogno (che è anche quello di tutti coloro che hanno a cuore il mondo dei Gp) di rivederti al via del Mondiale di F.1. "Dopo alcuni giorni di completo riposo sarà in grado di riprendere gli allenamenti. Ci aspettiamo che sia pienamente operativo per proseguire la preparazione per la stagione", recita il comunicato del team Alpine.
La notizia più bella dopo un pomeriggio drammatico (quello di giovedì scorso) in via Santa Lucia a Lugano di fronte a un supermercato. Fernando che, abita nel Canton Ticino e che si sta allenando in bici, viene investito da una vettura. Poi solo sirene, la corsa in ospedale, ore lunghe a scongiurare troppi brutti pensieri. Scampato il pericolo, superato l’intervento chirurgico, Alonso si rimetterà in piedi. Il suo sogno di tornare sulla griglia di partenza non si è trasformato in incubo, ma è diventato patrimonio comune anche per chi ama la F.1. Vamos, campeon!
A proposito di campioni. Mentre la F.1 vara regole condivise per un futuro sostenibile, questa settimana tutta la scena su Autosprint se l’è presa Lewis Hamilton. La sua firma sul rinnovo del contratto s’è fatta attendere. E mentre i giorni passavano, dal pozzo delle ipotesi si attingeva a piene mani, tanto che è stata anche evocata la parola ritiro. 
Come quando con i suoi team radio cerca di confondere le idee della concorrenza lamentando graining, salvo poi ripartire di slancio, così nella trattativa che ha allungato di una stagione la sua presenza in F.1 ha agito con altrettanta perizia. Da  fuoriclasse.
Nemmeno per un minuto abbiamo dubitato sul fatto che il 7 volte iridato si fermasse proprio lì sulla Cima Coppi dei Campionissimi assieme a Michael Schumacher e non volesse riscrivere ulteriormente la storia della F.1 e pure quella delle icone dello sport.
Non è uno che lascia un lavoro a metà, Lewis. Lui arriva in fondo. Non è sempre un facile mestiere quello di chi è costretto a vincere ogni volta che scende in pista. Il punto di riferimento che ogni volta che vince è tutto normale ma quando incappa come tutti in una giornataccia lo si mette in croce. Lewis si nutre dei suoi successi e dei suoi titoli. Sono il suo dolce tormento quotidiano.
Sente il bisogno fisico della vittoria e di essere il numero uno. Senza se e senza ma. Per lasciare una traccia indelebile nella storia, affamato di primati e mai sazio, uno straordinario cacciatore di stimoli. Dentro a una squadra fatta a sua immagine e somiglianza.
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