Ora che nell’attico del Mondiale hanno messo i propri effetti personali nuovi inquilini c’è nell’aria un profumo di sfida fragorosa che deborda anche fuori dalla pista. Max Verstappen e la Red Bull che sbarcano a Baku da padroni del Circus è un bel punto interrogativo dentro la trama di un campionato che doveva essere scontato e che invece ha portato uno scossone inaspettato, minando le certezze della Mercedes.

Non?c’è che dire: lo sceneggia?tore del mondo dei Gp deve ?essere uno di quelli davvero ?bravi, perché, gara dopo gara, sta scrivendo una trama ?davvero avvincente dentro? a una stagione che avrebbe ?dovuto essere solo interlocutoria; una rampa di lan?cio verso la rivoluzione del? 2022. Marcamento a uomo? asfissiante in pista e fuori.?

Frecciate velenose. Risposte al curaro.

Ruotate sull’a?sfalto e nelle parole. Altro?che ali flessibili: contano molto di più i sibili velonosi che da mesi Toto Wolff e Helmut Marko si recapitano.

Ogni occasione è buona. E sono bordate tutte da gustare. Anche perché Red Bull sta iniziando a dare davvero fastidio alla Regina con il suo martellante incedere e la chiara intenzione di minare le certezze di un team che ha riscritto la storia della F.1.

Toto Wolff e Lewis Hamilton si trovano adesso a guadare il campionato da una nuova prospettiva: da inseguiti sono diventati inseguitori. Certo: guai a pensare che siano già pronti ad abdicare, ma nel frattempo Wolff racconta che: "La cosa migliore per tutti sarebbe se il campionato si decidesse all’ultima gara e con un punto di differenza...".

Senza specificare dalla parte di chi.

Nel frattempo Max Verstappen si gode il momento magico, la sua prima volta da leader del Mondiale con vista su orizzonti di gloria, le carezze di Helmut Marko.

Non c’è coppia più in simbiosi in F.1. Personaggi senza dribbling dialettici e peli sulla lingua. Restii a porgere l’altra guancia, più portati al colpo del kappaò che alla difesa. Uomini che non vogliono noie nei propri locali, inquilini scomodi, capaci di mettere in subbuglio tutto il palazzo.

Domenica prossima in Azerbaijan c’è proprio una nuova rovente riunione di condominio. L’amministratore è già avvisato... Questo Mondiale che promette scintille fino ai titoli di coda, intanto rilancia la Ferrari e i suoi segnali di ripresa palesati sul toboga di Monaco.

La Rossa è in piena caccia per la conquista del ruolo di terza forza. Piccoli bagliori si iniziano a intravvedere in fondo al tunnel nel quale il Cavallino si era arenato la stagione passata.

Ora c’è da guardare al futuro nella consapevolezza che la salita è ripida ma non impossibile da affrontare. Con due piloti davvero tosti che possono garantire prestazione e competività. L’errore che Charles Leclerc ha commesso nella sua Monaco fa par- te del processo di crescita, il primo podio stagionale che Carlos Sainz ha regalato alla Ferrari è un gran bel messaggio per il popolo Rosso, la conferma che si è puntato su un Cavallino davvero di raz- za, rivelazione di questa prima porzione di stagione.

Non ci sarà solo il Gp di Baku ad agitare il prossimo weekend. Dal 3 al 6 giugno, infatti, si alza il sipario sul Mondiale Rally che sbarca sui meravigliosi sterrati della Sardegna. Con un percorso che presenta diverse novità, la gara italiana diventa un crocevia importante nel confronto pure in questo caso bello tosto tra Toyota e Hyundai, dentro a una serie iridata, anch’essa lanciata verso la nuova era ibrida del Wrc.

Ma prima di pensare al futuro, c’è da giocarsi un mondiale ancora aperto, straordinariamente spettacolare nel quale può accadere di tutto. Di sicuro quella sarda è una meravigliosa vetrina sulla quale si specchia il motorsport tricolore. Un’altra bella occasione per rilanciare l’immagine di un’Italia che ha solo voglia di ricominciare a vivere.