Dal tempio di Max a quello della velocità il passo è breve. Il Mondiale di F.1 plana su Monza e il Gp d’Italia sospinto da un’onda arancione montante. Da Zandvoort, Verstappen manda un messaggio importante al campionato: vuole diventare campione del mondo. Senza se e senza ma. Ha voglia di nutrirsi di trionfi e di far avverare il sogno che culla fin da bambino: essere il miglio- re del pianeta al volante di una monoposto.

Tornato in vetta alla classifica piloti adesso non ha più voglia di scendere. E proprio nel prossimo week end a Monza proverà ad assestare un nuovo colpo pesante al campionato su una pista dove non ha mai vinto e che non può mancare nel palmares di chi culla sogni iridati.

In settantamila sul circuito delle dune hanno salutato il suo trionfo. L’Olanda è in delirio. Quella moltitudine orange ammucchiata e assembrata sulla pista di casa parla più di ogni altra cosa. E precede proprio il Gp d’Italia che tutto quel pubblico non potrà averlo, viste le restrizioni che impongono un’affluenza del 50 per cento della capienza.

Racconta il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani: "L’unica cosa certa è che in un momento come questo l’intera gestione dell’evento è davvero complicata. E devo dire bravi agli organizzatori degli altri Gp che sono andati in scena dopo la riapertura al pubblico. Non so come abbiano fatto a gestire la cosa e con tutto quel pubblico presente. Noi abbiamo la riduzione del 50% degli spettatori. Anzitutto dico beato chi ha potuto operare liberamente e penso anche all’incredibile Gp di Silverstone  che quest’anno ha fatto il pieno nei tre giorni di evento e di conseguenza anche tantissimi soldi. Come Zandvoort. Nutro profonda invidia perché la nostra situazione si presenta in una maniera molto più complessa: sappiamo che andremo incontro a un momento difficile".

Nell’edizione che precede il Centenario dell’autodromo Monza è costretta a guardare avanti e a sperare in un futuro migliore, una nuova vera ripartenza dal 2022. Per il secondo anno di fila, faremo a meno del serpentone vermiglio che si allunga, si agita lungo il tempio della velocità e si disperde sotto a quel podio che e? una vera e propria terrazza di gloria. Una marea che tracima, come nei giorni in cui pensavamo di stare peggio ed invece andava molto meglio.

L’invasione di pista, stavolta, non sarà consentita e l’affluenza del pubblico sarà contingentata. La sfida tecnica sarà quella di sempre, ma si farà sentire la mancanza della componente umana.

Almeno di quella che ha sempre fatto da cornice all’evento. Ma il Tempio è galantuomo e guarda avanti. Il Centenario incombe e Monza si farà trovare pronta. L’Autodromo si appresta ad affrontare le sfide del futuro da patrimonio inestimabile dell’umanità corsaiola. Nel frattempo Monza diventa anche una meravigliosa vetrina per lo sport italiano.

Domenica prima del via un track tutto in livrea tricolore farà il giro di pista ospitando una rappresentanza della nostra Nazionale di calcio regina agli Europei e le medaglie d’oro olimpiche che ci hanno fatto esaltare ai Giochi di Tokyo. L’occasione importante per far ricevere ai nostri grandissimi campioni ancora una volta l’applauso del massimo di spettatori possibili all’evento.