Nozze di diamante per Autosprint. Sessant’anni di automobilismo raccontato attraverso le sue pagine. Chissà se chi in quella fine estate del 1961 a Torino realizzò e fece stampare quel primo artigianale numero con la copertina verde, i caratteri tipografici ancora imprecisi e tremolanti e poche foto in bianco/nero, immaginava che stava cominciando a scrivere un pezzo della storia motoristica italiana. In quell’anno la Ferrari si era appena laureata campione del mondo di F.1 con Phil Hill, ma le corse erano state scosse dall’enorme tragedia di Monza: con la Rossa di von Trips in mezzo alla folla nella Parabolica.

Autosprint era venuto alla luce con un numero unico proprio in quel periodo per soddisfare la sete di sapere degli appassionati di uno sport che stava diventando sempre più popolare tra i ragazzi. Un approccio passionale ed entusiasta per raccontare l’automobilismo. Resterà sempre questo il suo marchio distintivo negli anni, la forza che gli ha permesso di diventare leader erodendo copie e sconfiggendo quello che fino ad allora era stato un autentico colosso: Auto Italiana.

Da allora la storia delle corse e quella di Autosprint è andata di pari passo, viaggiando in sincronia. Tanti traguardi e sempre nuovi obiettivi . Prima il trasferimento a Bologna, già nel 1962, poi la cadenza sempre più “stretta”: mensile prima, quindicinale poi, per diventare, nel 1966, settimanale. In formato tabloid. Quindi il colore, nel 1967, celebrato nella copertina del Gp d’Italia di quell’anno.

Infine l’uscita al martedì mattina già all’inizio degli Anni ’70 - un ritmo da quotidiano non da periodico, in linea con lo “sprint” della testata. Autosprint ha cresciuto una intera generazione di ragazzi che dell’automobilismo avevano fatto una fede. Era la loro Bibbia: il giornale che era tenuto sotto il banco di nascosto, a scuola, per leggerlo durante le lezioni, eludendo gli sguardi dei professori. Era la rivista che quelli che abitavano a Modena o in provincia correvano a comprare a Bologna al lunedì sera, perché lì nel capoluogo era già in distribuzione, per leggere in anticipo, fresca di stampa, la copia di Autosprint dell’indomani. Siete voi lettori che  in tutti questi anni avete portato al successo Autosprint permettendogli di diventare la rivista di motorsport più diffusa.