L'editoriale del Direttore: La gara più indigesta

L'editoriale del Direttore: La gara più indigesta

"Adesso si tratta di provare a metabolizzare quanto avvenuto. per prepararsi nel modo migliore alla ripresa di Spa"

Andrea Cordovani

2 agosto 2022

Nella dolorosa lista delle occasioni perdute, dei sogni svaniti all’alba di una domenica che prometteva ben altre cose, il GP d’Ungheria rischia di schizzare direttamente in vetta alla classifica. Come Max Verstappen che se ne va in vacanza con 80 punti di vantaggio su Charles Leclerc. Altro che Budafest. Quello andato in scena sui saliscendi dell’Hungaroring è forse il Gran Premio più indigesto per il Cavallino da quando il Mondiale 2022 ha preso il via portandosi appresso il sogno (che adesso rischia di trasformarsi in delusione) di una Rossa ai vertici del campionato. L’impresa sembrava lì, quasi a un passo.

 

Di più con Max Verstappen costretto a scattare dal ventre dello schieramento, pareva davvero che la Ferrari avesse tutto per piazzare un blitz e andare in vacanza con qualche punto in più in classifica e quattro settimane davanti per continuare a cullare sogni mostruosamente proibiti. E invece come nel peggior incubo tutto è andato al contrario. Con strategia e piede destro Max Verstappen è risalito dagli inferi e ha banchettato ancora una volta su una gara dove la F1-75 ha creato non pochi grattacapi e la strategia al muretto del Cavallino ha finito per far discutere. Senza neanche una Rossa sul podio nell’ultimo round prima della sosta, si chiude così la fase-1 di un campionato del mondo dove dal lato Costruttori sono ben 97 le lunghezze che separano la Ferrari dalla Red Bull leader e 30 in più di una Mercedes in parabo la ascendente che alla pole (la prima in carriera) fatta segnare da George Russell ha edificato una corsa di vertice che per la seconda volta di fila ha portato due vetture sul podio.

Ora si discuterà a lungo su quella gomma bianca montata sulla F1- 75 di Charles quando era al comando del GP e alla scelta del muretto di adottare quella soluzione che di fatto ha reso l’Ungheria inespugnabile. Si discute di mescole e tattiche, strategie, ma non dobbiamo dimenticare che stavolta la Rossa non è stata così efficace come in altre circostanze. Così adesso si recrimina e si fanno bagni nella delusione. Un black out inopportuno nel momento in cui la F.1 spegne le insegne del suo spettacolo e una sconfitta come quella dell’Ungheria dovrà essere dilatata nel tempo, sorseggiata a piccole dosi. Ci sono quattro settimane da qui alla ripresa del Mondiale per ripensare al capitale ingente di occasioni perdute. E resettare. Per provare da Spa in avanti a bloccare un’emorragia di punti implacabile che sta togliendo ossigeno, riducendo al lumicino ogni speranza. Adesso che il solco è diventato una voragine è tempo di spegnere i motori e tornare a ragionare nell’ottica dei piccoli passi. I numeri parlano chiaro. Dicono che con ancora 11 GP da disputare, Max Verstappen può anche alzare bandiera bianca in tre occasioni restando leader di questo mondiale 2022 che gli sta correndo incontro. La Ferrari non mollerà di sicuro, ma la sberla ricevuta in Ungheria brucia forte.


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