Webber: la mia verità

Webber: la mia verità
La voglia di scappare dalla F1, il contratto sfiorato 
con la Ferrari, 
la noia per gli scandali del circus. Mark rivela come la sua decisione 
di correre a 
Le Mans arrivò molto prima del problema con Vettel in Malesia...

Alberto Antonini

16 luglio 2013

Ci mancherà. Per il suo modo di fare incredibilmente diretto, in un mondo artificioso come quello della Formula Uno. Per il suo linguaggio che a volte è gergale e a volte sembra addirittura in codice (è l’effetto dello slang australiano mescolato alle espressioni tipiche dei box). Per il personaggio che si è creato - a sua insaputa, magari controvoglia - con questi pochi e semplici ingredienti, Mark Webber non è mai stato un campione del mondo, e ben difficilmente lo sarà nel 2013, anno del suo addio ai Gran Premi. Probabilmente non è mai stato un campione e basta, ha vissuto tanti anni in un tranquillo anonimato, massacrato da Vettel in Red Bull non appena i due si sono ritrovati in squadra

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