Realisti, ma non rinunciatari. Così Stefano Domenicali descrive quello cha sarà l'atteggiamento Ferrari nelle prossima gare: «Sono contento della prestazione della squadra in un weekend non facile per noi e in una giornata dove purtroppo si è fermato il toro sbagliato. È chiaro che con questa nuova vittoria di Vettel, al quale faccio i miei complimenti, la situazione nel Mondiale Piloti diventa difficile, ma finché questo dato non sarà confermato dalla matematica noi continueremo a spingere. Non credo che oggi avremmo potuto ottenere un bottino più grande di quello che ora portiamo a casa e che ha incrementato, seppur leggermente, la nostra posizione nel Mondiale Costruttori. Dalle prove del venerdì si era delineato uno scenario abbastanza chiaro, per cui oltre alla competitività dei leader sapevamo di dover far fronte a quella di Mercedes e Lotus, tornate entrambe ai vertici qui a Singapore. Siamo arrivati davanti a loro in condizioni sfavorevoli e questo deve motivarci a dare il massimo nelle ultime sei gare. Certamente dobbiamo essere realisti riguardo a quelle che sono le nostre possibilità, anche se abbiamo l’obbligo, sia verso noi stessi che verso le persone che lavorano a Maranello, di cercare di fare il maggior numero di punti, perché non vogliamo rinunciare ad ottenere un bel risultato in entrambe le classifiche. Abbiamo visto quanto le prestazioni possano cambiare sui diversi circuiti e durante la prossima settimana ci prepareremo ad affrontare con le migliori motivazioni la doppietta in Corea e Giappone». A descrivere meglio le strategie adottate a Singapore ci pensa Pat Fry: «In questo weekend pur non avendo la macchina più veloce siamo riusciti ugualmente a massimizzare la nostra prestazione, tirando fuori tutto il possibile dal pacchetto piloti-squadra e il risultato è stato assolutamente positivo. Con Fernando la scelta di rimanere fuori fino alla fine dopo la safety car ci ha ampiamente ripagato. La nostra competitività in gara è stata superiore rispetto a quanto visto nei giorni scorsi, ma anche se sapevamo che oggi le cose potevano cambiare dovevamo cercare di migliorare, soprattutto perché le caratteristiche di questo circuito erano sfavorevoli alla nostra macchina. Fernando si è reso protagonista di una partenza incredibile, è davvero raro recuperare quattro posizioni al via qui a Singapore. Anche Felipe è partito bene, ma poi la traiettoria interna lo ha costretto ad accodarsi per evitare collisioni. Nel primo stop di Fernando dovevamo coprire la sosta anticipata di Webber: sapevamo che avremmo trovato Di Resta nel traffico ma la finestra del pit-stop era molto limitata e abbiamo preferito non rischiare. Quando è uscita la safety car avevamo metà giro a disposizione per prendere una decisione e alla fine siamo rientrati con entrambi i piloti, tentando una strategia diversa. Abbiamo provato a giocare un asso con Fernando e fortunatamente non abbiamo dovuto rivivere quanto accaduto in Canada nel 2012. Per le ultime sei gare concentreremo il lavoro di un gruppo di ingegneri sulla F138, perché vogliamo continuare a cercare miglioramenti che ci consentano di essere più competitivi».