dal nostro inviato a Melbourne (Australia): Alberto Antonini Guidabilità. È quella che, secondo Sebastian Vettel, è venuta a mancare all’improvviso alla Red Bull. Le circostanze della qualifica hanno fatto il resto, ma non sono il problema principale: «Sì, le bandiere gialle ci hanno messo un po’ in difficoltà, ma non è per questo che abbiamo mancato la Q3. Non eravamo abbastanza veloci, non mi sentivo a mio agio quando nel finale ho cercato di spingere a fondo, dopo una piccola modifica nel software. Ci è mancata la guidabilità, e dobbiamo scoprire perché». Certo che vedere Daniel Ricciardo in grado di dividere le Mercedes sulla griglia, mentre lui è rimasto col tredicesimo tempo («ma non sono superstizioso») fa impressione, per un 4 volte campione del mondo. «Il potenziale della macchina c’è, lo ha dimostrato Daniel con il suo posto in griglia. Con lui è sembrata molto veloce. Ma domani c’è la gara, anche questa sarà lunga e tutto può succedere», conclude Seb. Una Red Bull a due facce, anche se Ricciardo forse non avrebbe potuto battere Rosberg a parità di gomme (nel finale la Mercedes non ha rischiato le intermedie) e se Nico non avesse già preso bandiera per pochi secondi. Daniel continua a far notare che «la trazione della Red Bull è meglio di quanto ci aspettassimo». Come se, anche con un motore tutto diverso e senza soffiaggio degli scarichi, la RB10 avesse “ereditato” quelle caratteristiche di elettronica che rendevano imbattibile la monoposto 2013 sulle curve in cui conta scaricare la potenza e la coppia in uscita.