Massa, la nemesi degli ordini di squadra

Massa, la nemesi degli ordini di squadra
Stavolta l'ex ferrarista si è ribellato e non ha fatto passare Bottas. Ecco perché

Redazione

30 marzo 2014

A Massa deve essersi gelato il sangue nelle vene quando a quattro giri dalla fine si è sentito dire via radio: “Bottas is faster than you!”. Lo stesso ordine, le stesse parole che Felipe aveva ricevuto 4 anni fa in Germania per ordinargli di dare strada ad Alonso. Sono parole che sottintendono un ordine di squadra: nel gergo della F1 vuol dire di cedere la posizione al compagno alle sue spalle. Ha cambiato team, sembrava diventato il caposquadra e invece già alla seconda gara Massa si è sentito dire che doveva cedere la posizione al compagno. La nemesi del secondo non l’abbandona. E dire che Massa qualche settimana fa, orgoglioso della nuova sfida in Williams aveva detto: «È finita l’epoca in cui dovevo fare lo schiavo» (riferendosi ad Alonso, ndr). E invece si è ritrovato nella medesima situazione, solo che qui si lottava per il settimo posto, non per la vittoria. Ma stavolta Massa, a differenza dell’epoca Ferrari, non si è piegato alla volontà di squadra. E non ha rispettato l’ordine. Non ha ceduto la posizione a Bottas che l’aveva raggiunto. Ma aveva senso quell’ordine? Massa era da tempo nella scia di Button, sesto, ma non riusciva a chiudere il gap di quell’ultimo secondo. Bottas, che correva su un strategia leggermente diversa dal compagno, gli era arrivato sotto in scia. Bottas era più veloce sia di Massa che in prospettiva di Button e avrebbe potuto portare alla Williams il sesto posto invece del settimo/ottavo; Massa invece aveva problemi di temperature e quindi non riusciva a forzare il passo. Da qui l’ordine di scambiarsi le posizioni nella speranza che Bottas negli ultimi 5 giri potesse scavalcare anche Button. Ma Massa non ha mai dato spazio a Bottas, il quale non ha attaccato più di tanto il brasiliano pensando che da un momento all’altro si togliesse di mezzo, cosa che non è successa. Così i tre sono arrivati in scia: Button sesto, Massa settimo a 1”3 dalla McLaren e Bottas ottavo a 4 decimi da Massa. Ecco cosa un infastidito Bottas ha detto a fine gara: «Gli ordini di scuderia? Dovete parlarne con il team, non con me. Non sono arrabbiato, ma credo che ci fosse la possibilità di avere una posizione migliore per me e per la squadra oggi. C’era una macchina che era più veloce dell’altra...». Ovviamente fa riferimento a se stesso. Replica Massa e fa capire che l’ordine poteva essere un messaggio non anti-sportivo, quanto di salvaguardia della sua Williams in crisi di temperatura: «La nostra auto soffre con il caldo, le temperature della macchina erano salite: ma se facevo passare lui, mi sarei trovato alle sue spalle e sarei stato investito dalla sua aria calda e non sarebbe cambiato nulla per la temperatura. E poi stavo comunque cercando di acchiappare Button. Per cui ho deciso di lottare fino alla fine e Bottas non riusciva a passarmi, quindi...». Come dire: se era davvero più veloce di me doveva dimostrarlo. Ma intanto dopo due gare l’armonia nella squadra - cui Massa porta molti soldi di sponsor ma Bottas è la speranza in crescita su cui il team punta - è già incrinata.

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