Quei distacchi indicativi fra Q2 e Q3

Quei distacchi indicativi fra Q2 e Q3
Analizziamo la parte decisiva delle qualifiche in Bahrain, con Bottas autore del miglioramento più significativo

Redazione

5 aprile 2014

Il progresso più grande l’ha fatto Valtteri Bottas con la Williams, l’unico passo indietro è stato quello di Fernando Alonso. Ma andiamo per ordine: saltano fuori cose interessanti andando ad analizzare i tempi della Q2 e della Q3, le uniche che si sono svolte con gomme soft per tutti i piloti. È un bel test per vedere chi è riuscito da metà a fine sessione a spremere di più la macchina. Una volta i tempi della Q2 non erano così significativi, perché a metà qualifica molti piloti facevano il minimo indispensabile per accedere alla fase finale, si risparmiavano o risparmiavano le gomme per la fase decisiva. Ma adesso che tutti, a parte le Mercedes, sono molto ravvicinati, nessuno può permettersi di non andare al 100% altrimenti non passa la tagliola della Q2 e rimane indietro in griglia di partenza. Per cui (grazie anche al set in più concesso quest’anno dalla Pirelli) tutti i piloti, sia in Q2 che in Q3 spingono al massimo: provano a fare quello che in gergo si chiama il “giro della morte” oppure “il giro a vita persa”, nel senso che per un solo giro si dà davvero tutto violentando l’istinto di conservazione e prendendosi tutti i rischi possibili. Se ci fate caso, quasi sempre ogni volta che si torna in pista con gomma più morbida e assetto da qualifica si riesce a migliorare un po’. I motivi sono due: di solito la pista si gomma maggiormente, l’aderenza aumenta, nel caso del Bahrain dove si corre di sera poi bastano anche pochi minuti in più per far scendere un pizzico le temperature, e siccome fa più fresco, i motori rendono meglio. Ma soprattutto giro dopo giro migliora la guida dei piloti. Nemmeno loro sono “macchine” perfette; facendo più giri al limite si va sempre più forte perché si abituano i riflessi e il colpo d’occhio a staccare sempre più tardi, a osare sempre un poco di più. Ecco perché a volte vedete anche certi piloti - l’ha fatto pure Alonso in Bahrain - scendere subito in pista in Q3 con gomme usate: non per fare un tempo in condizioni imperfette, ma per riprendere il ritmo, riabituare occhi, riflessi e fisico, dopo un breve intervallo, agli automatismi necessari per la guida al limite. E allora vediamo chi è stato più bravo a limar via decimi al proprio tempo veloce dalla Q2 alla Q3. Il progresso più grande l’ha fatto Bottas, che dall’1’34”842 della Q2 si è migliorato di ben 595 millesimi. A proposito, è curiosa proprio la storia dei due galletti Williams, Massa e Bottas: i due rivali avevano fatto l’identico tempo al millesimo in Q2, 1’34”842 per entrambi ma mentre Bottas si è migliorato di quasi sei decimi come abbiamo detto, Massa ha tolto solo 331 millesimi al suo tempo pari a ben cinque posizioni: significa partire due file dietro il compagno. Dopo Bottas il progresso più grande l’ha fatto Raikkonen, per la prima volta davanti ad Alonso quest’anno in qualifica; il ferrarista ha limato via 557 millesimi al suo tempo della Q2. Poi Rosberg che si è migliorato di 523 ms, più bravo di Hamilton che ha tolto solo 408 millesimi al suo tempo della Q2 e così si è fatto sfuggire la pole. Poi buon progresso di Perez, 401 millesimi in meno, quindi Button (327 millesimi) meglio di Magnussen che ha migliorato soltanto di 192 millesimi. Infine il caso Alonso: è stato l’unico dei top ten a peggiorarsi in Q3 rispetto alla Q2: ben 269 millesimi in più. Considerando che per le ragioni precedenti di solito ci si migliora sempre, è l’indizio di un serio problema nel giro veloce. Infatti Fernando lo ha ammesso: ha avuto un sospetto calo di motore nella fase finale perché la squadra ha scoperto che perdeva molti decimi in rettifilo da tutti gli altri.

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