Dal nostro inviato a Montecarlo: Alberto Antonini “La trazione fatale” è ancora il tema qui sulle strade di Montecarlo, sull’asfalto reso scivoloso da un caldo piuttosto umido e da un traffico anche più intenso del solito, per un giorno feriale. Un po’ tutti i piloti sono preoccupati per quello che succederà con motori turbo mai provati su un tracciato di questo genere, dove l’erogazione della coppia arriva con una certa brutalità anche per via della “spinta” del doppio motore elettrico. L’unico tranquillo sembra essere Nico Rosberg, il dominatore del 2013: “Non credo che cambierà molto, al massimo ci sarà qualche sovrasterzo in più”. Ma lui guida una Mercedes e la trazione è forse l’ultimo dei problemi. Il suo cruccio principale si chiama Lewis Hamilton. Paradossalmente, anche per Fernando Alonso la trazione è solo uno dei problemi. “Non è solo questione di trazione”, spiega lo spagnolo, unico fra i vincitori in attività - tutti campioni del mondo - ad avere trionfato qui due volte. “Abbiamo anche problemi con le partenze, con l’aerodinamica da perfezionare. Ma c’è anche tanto potenziale di crescita... considerato da che livello partiamo”. Fernando a due facce: da un lato riconosce che questo Gran Premio “è pieno di fattori imprevedibili”, dall’altro stima che “la vettura migliore in campionato è migliore anche su questa pista. Non vedremo mai una Caterham vincere a Monaco”. In Ferrari si preparano a una gara sulla difensiva. Mentre Marco Mattiacci, il team principal, ha già avviato un giro di consultazioni per definire il futuro del Cavallino.