Nuovo appuntamento con le infografiche Pirelli che ci permettono di valutare meglio, a posteriori, le strategie seguite dai vari protagonisti del GP Belgio a Spa in tema di pneumatici e pit-stop. Posto che la gara si corresse effettivamente in condizioni asciutte come pronosticato dalle previsioni meteo - che però a Spa-Francorchamps hanno un’attendibilità pari a zero - i suggerimenti della Pirelli in tema di “strategie gommistiche” vertevano su una gara con due soste: partenza con gomme soft gialle, pit-stop al 15° giro per montare un altro set di soft, quindi ultima sosta al 29° giro per montare le medie. Chi ha aderito di più a queste indicazioni sono stati il vincitore, il terzo e il sesto al traguardo: sequenza soft-soft-medie come raccomandato, con pit-stop all’11° e al 27° giro per Daniel Ricciardo, 12°-28° giro per Valtteri Bottas, e 13°-29° giro per Jenson Button. Del resto l’australiano si è potuto permettere una gara “lineare”: una volta superato Fernando Alonso, sfruttato l’errore di Sebastian Vettel e toltosi Nico Rosberg (ai box in anticipo per sostituire il musetto e una gomma spiattellata) con Lewis Hamilton fuori gara quasi subito, a quel punto Ricciardo ha pensato solo a sfruttare al meglio la situazione e il materiale tecnico di cui disponeva, effettuando come ha dichiarato lui stesso una gara “ragionata”. Gestendo le gomme così bene da poter far segnare il suo giro più veloce proprio all’ultima tornata. Tuttavia, va detto che le condizioni della pista erano cambiate rispetto alle prove del venerdì: le maggiori temperature ambientali hanno portato a usura leggermente maggiore, soprattutto per le soft. Così le medie sono state utilizzate più del previsto (42%) e alcuni hanno adottato una tattica su tre soste, come il secondo classificato Rosberg, anche se nel suo caso per altri motivi. Ma anche Vettel, 5°, ha fatto tre cambi, con sequenza soft-soft-medie-soft. Da rilevare che l’ultimo set di soft (montato per un’ultima “tirata” al massimo) era usato: solo lui e Felipe Massa (3 pit-stop anche per lui) sono stati costretti ad utilizzare un set di gomme già usate, perché in generale le condizioni delle prove del sabato - bagnate e quindi disputate con le Pirelli intermedie verdi e rain blu - hanno permesso di risparmiare pneumatici per la gara. Molto interessante, piuttosto, analizzare la strategia di gara adottata da Kimi Raikkonen, 4°: dopo che in gare precedenti era stato penalizzato da situazioni sfavorevoli di traffico, peraltro più facili da incontrare quando si parte un po’ indietro, stavolta si è preferita una strategia decisamente più aggressiva con pit-stop anticipati. Così, a parte chi vi è stato costretto da altri fattori (Hamilton, Ericsson e Bianchi) è stato il primo a passare dai box, all’8° giro come Rosberg, per montare il secondo set di soft. Questo è stato tenuto per 20 giri, ovvero fino al 28°, quando sono state montate le Pirelli medie con cui Kimi ha disputato più di metà gara, 23 giri su 44. Effettivamente stavolta il finlandese è stato fra i protagonisti, e solo col senno di poi sappiamo che se avesse avuto gomme leggermente meno stressate alla fine, forse sarebbe perfino riuscito a difendere la terza posizione da Bottas. Ovviamente, non si può fare a meno di pensare che in Ferrari non avevano certo la sfera di cristallo per sapere quando avrebbero sostato gli altri e anticiparli in modo più contenuto… A Raikkonen va quindi il record dei giri percorsi con le Pirelli a mescola media bianca, 23 appunto, mentre chi ha fatto più giri (ben 22) con la mescola soft gialla è stato un altro pilota “bravo” con i pneumatici, ovvero Jules Bianchi. Si è poi registrata mediamente una differenza sul giro, fra le due mescole, pari a 1”6 a vantaggio delle soft. Da rilevare che anche Sergio Perez ha adottato una strategia molto simile a quella di Raikkonen, passando ai box sempre il giro successivo del ferrarista (9° e 22°) ma non andando più in là dell’8° posto finale alle spalle di Alonso. La gara dello spagnolo ha visto effettuare i pit-stop al 12° e 25° giro con la consueta sequenza s-s-m, ma è stata anche condizionata dalle situazioni di traffico (che hanno portato ad anticipare) e dallo stop&go di 5 secondi scontato in occasione della prima sosta. Così stavolta i più rapidi al cambio gomme sono risultati i meccanici della Williams, in particolare quelli di Bottas, che hanno effettuato l’operazione in 2,4 secondi, mentre il più svelto lungo l’intera pitlane in gara è stato Kevin Magnussen, con 22”414 da ingresso a uscita. Maurizio Voltini 2014-Formula-1-Shell-Belgian-Grand-Prix---Sezione02_1600px