A Monza potrebbe crollare il record assoluto di velocità in rettifilo di una F1. È un’inchiesta pubblicata sul numero 35 di Autosprint in edicola, e di cui vi anticipiamo qui parte del contenuto, mentre i dettagli completi li trovate sul giornale in edicola. Il primato risale al 2005 quando Raikkonen, con la McLaren spinta dal V10 Mercedes 3 litri, in fondo al rettifilo d’arrivo, poco prima della staccata della prima Variante, toccò i 370,1 km/h. Mai fino a quel momento una F1 era andata così veloce in rettifilo. Nemmeno all’epoca delle monoposto turbo da 1400 cavalli di metà Anni ‘80, perché quelle vetture di un’altra epoca avevano alettoni enormi per restare stabili in curva, alettoni che però rappresentavano un grosso freno aerodinamico in rettifilo e non sueprarono i 351 km/h (valore stabilito da Gerhard Berger con la Benetton-Bmw nel 1986). Siccome per andare più forte bisogna vincere la resistenza aerodinamica che cresce in modo esponenziale e non lineare all’aumentare della velocità, si capisce che la potenza massima da sola non è determinante per avere altissime velocità. tanto che i valori di velocità massima a Monza alla fine degli Anni ‘90 tornarono a crescere oltre i 350 km/h fino a toccare i 361,8 km/h (Coulthard con la McLaren nel 1998) quando le F1 3 litri aspirate adottarono ali sempre più piccole e divennero perciò sempre più aerodinamiche. Dopo aver sfondato il muro dei 370 km/h nel 2005, col passaggio ai motori V8 di 2,4 litri di cilindrata che erogavano circa 150 cavalli in meno, le velocità sono tornate a scendere fino a 344 km/h circa. Però con l’arrivo delle F1 a motore turbo+elettrico di quest’anno, che a parità complessiva di potenza sono molto più aerodinamiche delle vecchie F1 2013 aspirate, potrebbero esserci sorprese ad alta velocità. Gli elementi per andare forte, davvero forte, ci sono tutti, o quasi. E così le stime degli esperti variano dai 350 km orari a un incredibile 375 km/h, che costituirebbe un record. Se a Spa sono stati raggiunti e superati i 344 Km/h, c’è motivo di credere che la fotocellula possa fissare un valore ancora più alto. Vediamo perché... L’articolo completo su Autosprint n.35 in edicola cop-as-35