Dal nostro inviato a Sochi (Russia): Alberto Antonini Non c’è simulazione che tenga: l’unico modo per capire una pista è girarsela tutta a piedi, come ha fatto Sebastian Vettel questa mattina. Lo abbiamo fatto anche noi. E anche se l’impianto progettato di Hermann Tilke, dall’esterno, è molto coreografico, un commento, per quanto impopolare, si impone: questa Sochi è proprio brutta. Diciotto curve, dieci ad angolo retto: sembra di essere ad Abu Dhabi, non certo il tracciato più entusiasmante del calendario. L’unica vera emozione sembra essere la curva 3, una sinistra a semicerchio a raggio variabile, lunghissima. A farla a piedi non finisce mai. Il quesito è se le monoposto potranno percorrerla a tutto gas. “Dalle simulazioni sembra di sì”, dice Hamilton “ma al simulatore sono tante le curve da pieno...”. A parte questa piega, che secondo Valtteri Bottas potrebbe addirittura diventare un punto di sorpasso in uscita, il resto della pista è alquanto stucchevole. Come al solito, sembra che Tilke si diverta ad allungare artificialmente il percorso: a che servono 5,848 Km, più o meno lo sviluppo di Suzuka, se ci sono almeno tre curve di troppo? Anche l’entrata ai box ha reso perplessi i piloti. “Non capisco” si chiede Sebastian Vettel “con tutto lo spazio che c’era, perché farla così stretta?”. In compenso, intorno al tracciato c’è la solita fiera di edifici fantasmagorici, ruote panoramiche eccetera. Tanto che i russi hanno già pensato all’eventualità di trasformare il Gp in una gara notturna...