Sarà una coincidenza, ma dopo le critiche sollevate dopo il Gran Premio di Sochi, la Pirelli ha corretto la tipologia di mescole che saranno utilizzate nella trasferta di San Paolo, confermando la linea già scelta per Austin, ovvero pneumatici più morbidi per favorire lo spettacolo in pista. La scelta conservativa fatta per il Gran Premio di Russia (nel quale Rosberg è riuscito a completare praticamente tutta la corsa con un set di gomme), non sarà ripetuta. Ad Austin vedremo in pista le P Zero “soft” e “medium”, che sostituiranno le “hard” e “medium” utilizzate negli USA lo scorso anno. Per la Pirelli questa scelta, giudicata “versatile”, mira a far fronte alle diverse richiesta della pista, caratterizzata da tre lunghi rettilinei e da numerose curve tecniche. Tra queste, la curva 1 (un tornante a raggio costante che scarica molta energia sulle gomme) ed altre curve con veloci cambi di direzione, che ricordano un po’ Silverstone o Suzuka. Con le sue 20 curve e diverse variazioni altimetriche, Austin è un tracciato davvero impegnativo: si pensi, ad esempio, alla staccata in salita dopo lo start che rende difficile trovare il giusto punto di frenata. «La pista di Austin ha ormai tre anni – ha commentato il direttore del Motorsport Pirelli Paul Hembery - per cui dovrebbe offrire teoricamente una maggiore aderenza rispetto alle edizioni precedenti. Con le gomme medie e soft ci aspettiamo due soste, ma dovremo aspettare le prove libere per confermare le nostre previsioni. Molto dipenderà dalle condizioni atmosferiche. Anche se la gara si svolge nel mese di novembre, sono attese condizioni calde ma variabili: il degrado termico sarà, quindi, un fattore importante. Quanto questo influenzerà il degrado generale e l’usura, e quindi la strategia di gara, alla luce anche della nuova generazione di vetture di quest’anno, lo scopriremo solo lì. Negli anni scorsi si è rivelata sempre vincente una strategia ad una sosta, anche perché la gara arriva relativamente tardi nella stagione, quando ormai la maggior parte delle squadre ha capito come ottenere il massimo dalle gomme». I tre lunghi rettilinei tendono a far raffreddare le gomme, rendendo critiche le aree di frenata. Questo ha degli effetti anche sull’ingresso nelle curve veloci, in quanto le mescole devono tornare in temperatura molte velocemente. La strategia vincente dello scorso anno fu a una sosta: Sebastian Vettel, Red Bull, partì con le mescole medium per poi montare le hard al 27° giro. I primi 12 piloti effettuarono una sola sosta. Roberto Chinchero