«Non è stato un mio errore e direi neanche sfortuna. Sono uscito dai box quando mi è stato detto di farlo, quindi credo si sia trattato solo di una cattiva gestione dei tempi». Questo è stato il primo commento di Kimi Raikkonen al termine della sessione di qualificazione disputata oggi a Sepang, che ha visto il finlandese fuori dalla Q3 non essendo riuscito ad andare oltre l’undicesimo tempo. L’opinione del finlandese non è però in linea con quella di Maurizio Arrivabene: «Non parlerei di sfortuna. Kimi è uscito dai box in quarta posizione, ed era dietro Ericsson e davanti a Hamilton. Alla fine dei tre solo lui non si è qualificato. Ho sempre sostenuto che Kimi al volante di una monoposto competitiva può far bene, ma deve concentrarsi un po’ di più». Ricapitolando: Raikkonen una volta uscito dai box si è ritrovato dietro Marcus Ericsson, ed anche lo svedese (come tutti i piloti in pista) era consapevole che con la pioggia in arrivo ci sarebbe stata solo una chance per completare un giro in condizioni di pista asciutta. Nel giro di lancio Kimi ha prima provato a passare la Sauber dello svedese, senza riuscirsi. Quindi ha deciso di rallentare nel rettilineo opposto ai box, per lasciarsi dello spazio libero, ma quando ha accelerato per lanciarsi è finito nuovamente nella scia di Ericsson, che a sua volta si era quasi fermato prima dell’ultima curva. Kimi ha provato a passare lo svedese alla prima frenata dopo il traguardo, ma anche in questo caso senza successo. Il risultato della bagarre è stata una notevole perdita di tempo che è costata al ferrarista il mancato accesso alla Q3 a dispetto dell’ottima performance della SF15-T. La circostanza non è stata di quelle fortunate, ma il modo in cui Raikkonen ha gestito le concitate fasi, prima e durante il giro che gli avrebbe garantito il passaggio in Q3, non è stato dei migliori. L’analisi di Arrivabene è stata semplice e chiara: sia la monoposto che precedeva Kimi (Ericsson) che quella che lo seguiva (Hamilton) sono riuscite a passare il turno, da qui l’accusa a Raikkonen di non essere stato sufficientemente freddo (un paradosso per un pilota che si fa chiamare “Iceman”). «Abbiamo la velocità per recuperare delle posizioni – ha concluso Kimi - ma partendo così indietro c’è sempre il rischio di un contatto alla prima curva». Ed in effetti, il suo weekend in chiave podio sembra adesso molto in salita. Roberto Chinchero