Il futuro del Gran premio di Germania Formula 1? Tutt’altro che scontato. E con lui anche quello di altre gare europee. Se l’edizione 2015 è saltata, non è per nulla automatico un ritorno nel 2016 a Hockenheim, che un contratto valido per organizzare la gara con cadenza biennale ce l’ha e – come hanno voluto sottolineare gli organizzatori –   non aveva alcun obbligo di salvataggio dell’appuntamento di quest’anno, da ospitare al Nurburgring. A mettere pressione è Ecclestone, che in riferimento al ritorno in Germania della F1 dice: «Non fa differenza, tanta gente ha un contratto». Pronta la risposta di Georg Seiler, manager di Hockenheim: «Abbiamo contratti per il 2016 e 2018, se non saranno rispettati, ci saranno delle conseguenze». Nel week end malese, Ecclestone ha anche toccato il tasto dolente della ripartizione dei profitti, delle richieste avanzate agli organizzatori e del conseguente problema caro-biglietti, che porta spalti spesso vuoti negli autodromi. «Probabilmente hanno ragione» – dice relativamente al nesso tra contratti esosi e prezzi dei biglietti in aumento – «ma ai team spetta il 62% dei profitti della compagnia (CVC), quindi se guadagna meno, ai team vanno meno soldi». Restando sul tema, torna a parlare Carsten Schumacher relativamente alla situazione del Nurburgring, non escludendo un ritorno della gara, a patto che le condizioni siano differenti, riporta l’agenzia Sid. «Lo sport dev’essere sufficientemente attrattivo da portare in pista 80 mila persone, in questo caso si possono finanziare le quote organizzative». In Germania si parla di un affare saltato per 15 milioni di euro, ed Ecclestone è caustico quando commenta: «Il problema è stato il Nurburgring, hanno speso un sacco di soldi presi in prestito, che non era necessario spendere, e per di più non avevano bisogno di chiedere. Si sono dimenticati di restituirli e questo ha creato un po’ di nodi. Hanno trasmesso un cattivo messaggio». Una Formula 1 sempre più distante dall’Europa non è un problema che sembra riguardare il capo della Fom, che avvisa anche il Gran premio d’Italia: «Se Monza va, va». Per poi aggiungere – relativamente alla crisi nell’organizzazione di eventi nel Vecchio Continente -: «E’ strano come queste persone scavano pur di trovare soldi per le Olimpiadi, i mondiali di nuoto, quelli di atletica, e Dio solo sa cos’altro per fa crescere il paese». f.p.