Dal nostro inviato a Montreal (Canada) Cesare Maria Mannucci L’andamento della gara potrebbe fare sembrare che si sia trattato di una gara facile, ma non è stato proprio così. Perchè ricordiamo che Lewis Hamilton e il team anglo-tedesco, venivano dalle polemiche del GP di Monaco, dove il team era stato oggetto di critiche persino esagerate, considerando che la gara l’aveva comunque vinta. Dice Toto Wolff: “Dopo Monaco è stato complicato gestire la situazione. Tutti ci hanno criticato, sembrava che la vittoria nel campionato del mondo 2014 e tutte le vittorie in questa stagione fossero state dimenticate in un secondo. Improvvisamente eravamo diventati un gruppo di idioti che provavano a gestire una squadra. E magari questo è il caso quando comunque disponi di ottimi piloti e un ottima vettura. Poi ci sono stati altri problemi, Peter Bonnington, ingegnere di pista di Hamilton ha perso il padre di recente. Abbiamo dovuto sostenerlo in tutti i modi. Montreal è una pista molto esigente per i freni, non era facile scegliere una linea di gestione della gara da un lato per non interferire nella sfida tra Hamilton e Rosberg, dall’altro, dall’altro per farli correre liberamente. Perché comunque dovevamo essere sicuri che la vettura tenesse, che non ci fossero problemi. Ad un certo punto avevamo 30” di vantaggio su Bottas, ma le temperature dei freni erano molto alte e con i valori di consumo di carburante, eravamo al limite. C’è stata un po' di tensione quando abbiamo discusso come gestire questi due parametri, come tenerli sotto controllo. Oggi gli interventi dai box sono stati tutti perfetti, l’esecuzione della gara è andata come previsto. Abbiamo dimostrato, al di la del risultato, che non siamo proprio sempre degli idioti, come alcuni forse pensano. Perché dopo Monaco, nonostante avessimo vinto e fatto un terzo posto, sembrava di essere sprofondati in un buco nero. Adesso guardiamo con ottimismo all’Austria, dove sono sicuro che le Ferrari torneranno a giocare un ruolo da protagonista." In Austria si correrà in altitudine, a 660 metri sul livello del mare. Fattore che inciderà sulla portata d’aria del turbo e che dovrebbe determinare un parziale calo di potenza. Un po' come accade a Interlagos in Brasile. Per compensare, ci vorrebbe una turbina più grande, ma le attuali sono omologate e non si possono sostituire. Probabilmente, una condizione “geografica” che giocherà a favore degli altri motori. Che in altitudine, dovrebbero vedere, in parte, ridursi il gap di potenza rispetto al motore Mercedes. Almeno non nella forma così evidente vista a Montreal.