Non si può negare che quest’anno la Red Bull stia facendo parlare più fuori dalla pista che dentro. Preso atto che nel 2015 non ci sarebbe stata la possibilità di recitare un ruolo da protagonista, Christian Horner e Helmut Marko hanno iniziato una lunga serie di battaglie (o ricatti?) per mettere sotto pressione chi è al timone della Formula Uno. Prima la minaccia di ritiro (che ovviamente coinvolgerebbe anche la Toro Rosso), poi una pioggia di critiche sulla Renault e a seguire le accuse di “inciucio” Mercedes-Ferrari. Il nuovo capitolo torna sul fronte Renault, sulla presunta volontà del costruttore francese di ritirarsi dalla Formula Uno al termine di questa stagione se non sarà variato il regolamento tecnico. A che proposito? Gettoni. Nel 2016 i team potranno spendere tutti i loro “token” (25) entro il 28 febbraio. «Siamo in una situazione precaria – ha confermato Horner se le regole non saranno cambiate non è da escludere che Renault possa anche salutare tutti e farsi da parte. È la Fia a decidere cosa fare nell’interesse della Formula Uno. Dovranno valutare se la Formula Uno può permettersi di perdere un costruttore di motori». Una linea (quella del mantenimento dell’utilizzo dei gettoni senza vincoli temporali) condivisa anche dalla Honda, senza però alcuna minaccia di ritiro da parte della casa giapponese. Ufficialmente la Renault ha un contratto che la lega a Red Bull e Toro Rosso fino al termine della stagione 2016. La sua è una minaccia reale o è solo una mossa politica? Ipotesi non da escludere visto che la stessa Renault sta portando avanti i negoziati per l’acquisto della Lotus. «Siamo di fronte a diverse opzioni – ha commentato l'amministratore delegato di Renault F1 Cyril Abiteboulma oggi il nostro ruolo è quello di fornitore di motori, quindi la priorità è quella di fare un lavoro migliore su questo fronte. Abbiamo avuto le nostre difficoltà, questo è quello su cui oggi ci dobbiamo concentrare». Roberto Chinchero