Non è l’approccio che aiuta a creare quel clima di fiducia fondamentale per migliorare e Cyril Abiteboul non nasconde quanto il comportamento ipercritico della Red Bull sia un problema. Mina le basi della fiducia di chi lavora in Renault Sport, perché se l’obiettivo è chiaro a tutti, ovvero, lavorare per sviluppare una power unit in deficit di potenza e affidabilità, viene da interrogarsi quali risvolti positivi possano mai avere le continue invettive di Marko & Co. sul motorista. «Quando ti trovi in una posizione non soddisfacente, ovviamente hai un compito da svolgere perché cambino le cose. Quel che penso serva più di ogni altra cosa è ricostruire la fiducia in noi stessi. Confronto questa situazione con il 2005, quando disegnammo e costruimmo un motore che ci permise di vincere il mondiale, guardo alla fiducia che avevamo allora nel fare certe cose, accorciare tutti i procedimenti in termini di validazione», dice Abiteboul ad Autosport, aggiungendo come «adesso, ogni volta che proviamo ad accelerare, veniamo bloccati in pista da vari problemi. E’ un circolo vizioso da invertire». Alle difficoltà tecniche si aggiungono quelle di un rapporto con Red Bull che necessariamente non può essere come se a disposizione ci fosse un team tutto Renault. Ci sono pressioni, aspettative, risultati che gli austriaci vogliono subito e non gioca alla causa la polemica fatta in pubblica piazza, un gioco che, ad esempio, in McLaren-Honda hanno deciso di non fare. «Potremo farcela solo se “vinceremo” delle piccole battaglie, tali da restituirci fiducia, individualmente e nelle persone che lavorano in fabbrica. Questa è una delle difficoltà che abbiamo nel nostro rapporto con la Red Bull. Quando non sei un team unico, è più difficile ricostruire la fiducia in gruppo rispetto a quando fai parte di una struttura completamente integrata. Stiamo provando ad avere il sostegno della Red Bull, piuttosto che essere attaccati pubblicamente». Tanto per chiarire a cosa faccia riferimento Abiteboul, basta leggere le ultime dichiarazioni di Helmut Marko, a ribadire come sui circuiti dove serva un po’ di motore in più non possano far nulla, mentre altrove le doti del telaio siano la carta vincente a disposizione. Per la serie, se si perde è colpa vostra, se si ottiene un risultato meno negativo del solito è grazie al telaio. «Ovviamente i commenti negativi di inizio stagione non ci hanno aiutato, lo sanno. Abbiamo avuto l’occasione di discuterne e stiamo provando ad andare oltre. A mio avviso questa è la sfida più grande che abbia dovuto gestire, ricostruire la fiducia dentro Renault Sport F1. Quando ho detto alla Red Bull che non sarebbe bastato un inverno per riagguantare le Mercedes, non gli è piaciuto quello che hanno sentito». Fabiano Polimeni