La Formula 1 e l’Austria sono un po’ come degli innamorati con frequenti “pause di riflessione”. La prima gara valida come Gran Premio d’Austria affonda le radici nel 1964, in quello che fu un appuntamento isolato, con il successo di Bandini sull’aerodromo di Zeltweg, giusto quattro curve a raccordare i lunghi rettilinei dell’aeroporto militare. Si dovrà attendere sei anni prima che nel calendario arrivi Zeltweg. E’ il 1970 e la vittoria va a Jackie Ickx, su un circuito con una configurazione decisamente diversa dall’odierno Red Bull Ring. Sono gli anni di Jochen Rindt che, però, non vincerà mai in patria. Ci riuscirà, invece, Vittorio Brambilla, nel 1975, così come John Watson nel 1976, gare da ricordare perché unici successi in carriera per il pilota italiano e per il team Penske in Formula 1. A Zeltweg vinse anche Elio De Angelis, era il 1982 e si chiuse al fotofinish con Keke Rosberg secondo per appena 5 centesimi. Ben altra “parata” fu quella che vide Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello nel 2002, quando a separare i due ci furono 182 millesimi. L’ordine del muretto venne eseguito platealmente dal brasiliano, che alzò il piede a poche centinaia di metri dal traguardo. Sul podio l’imbarazzo e il disagio dei piloti fu evidente, con Schumacher che cedette il gradino più alto a Barrichello (scelta che portò anche una multa per non aver rispettato il cerimoniale). I fischi del pubblico furono comprensibili e all’A1 Ring si corse ancora nel 2003, prima di una lunga pausa durata fino al 2014, anno del ritorno, ma sotto le insegne Red Bull. Un periodo lungo 10 anni, come quelli che passarono tra il 1987 e il 1997, stagione del rientro, con un circuito modificato. La Formula 1 andò via da Zeltweg per i frequenti incidenti che si verificavano in partenza, senza tralasciare i problemi di parcheggio per il pubblico e i box diventati inadeguati per la Formula 1 moderna. L’albo d’oro delle 27 edizioni corse sotto le insegne del Gran Premio d’Austria vedono primeggiare a quota 3 successi Alain Prost, seguito da Schumacher, Hakkinen e Jones con due vittorie ciascuno. Per un passato ricco di episodi c’è un presente che vede il circuito di Zeltweg tra i più corti del mondiale, con appena 4.326 metri di lunghezza posti a 698 metri sul livello del mare, da percorrere per 71 tornate in gara. Statisticamente la safety car è entrata nel 63% delle edizioni corse, mentre la posizione media di partenza dalla quale si è vinta la gara è tra la terza e quarta piazzola in griglia. In 7 edizioni, invece, il successo è andato a chi partiva dalla pole. Le caratteristiche tecniche della pista puntano l’accento sull’importanza dei freni, con i dati Brembo relativi all’anno scorso a collocare la frenata di curva 2, il tornantino Remus, sul podio delle staccate in cui si passa più tempo con il piede sul freno: 2.8 secondi, che portano a una decelerazione di 237 km/h in 125 metri. E’ anche tra le sette frenate con la decelerazione maggiore. Il rettilineo più lungo misura 698 metri e la velocità massima raggiunta è di 327 km/h (dati Williams). Dalla telemetria Lotus, invece, si scopre come ci sia una differenza di 3 decimi al giro con 10 kg di benzina in più a bordo, mentre il consumo medio riscontrato è di 1,36 kg/giro, valore frutto di una percorrenza per il 63% in pieno. Fabiano Polimeni