A quanto pare non si diventa il boss della Formula 1 facendo regali e concessioni. E Bernie Ecclestone, 85 anni il prossimo ottobre, non sembra proprio aver perso la grinta che l'ha sempre contraddistinto. Il manager ha recentemente ribadito al magazine autosport.com quanto già dichiarato in esclusiva ad Autosprint lo scorso maggio. Ecclestone aveva proposto di replicare «lo stesso contratto redatto per il Gp d’Austria, il paese più vicino all’Italia ripetendolo, pari pari». Ma poi non se ne fece nulla. E su un concetto "Mr E" era stato inamovibile:«Se le condizioni che abbiamo già discusso non saranno confermate, accadrà una cosa semplice: non ci sarà la corsa». Si tratta, ovviamente, di condizioni economiche. Per avere la Formula 1 un circuito deve pagare mediamente 25 milioni di euro, l'Autodromo di Monza attualmente ne sborsa 10. Informato dell’approvazione in Senato dell’emendamento che prevede la defiscalizzazione dei fondi regionali per il parco, all'interno del piano per salvare il Gran Premio d'Italia, Ecclestone si è detto compiaciuto dei passi avanti, ma ha ribadito: «È certamente una buona notizia, speriamo di poter arrivare ai risultati che si sono prefissati. Dal canto nostro vogliamo continuare a correre a Monza, non c’è dubbio. Ma vogliamo farlo alle stesse condizioni che vengono riservate alle altre piste europee. Non faremo alcuna concessione». Ottimista il Governatore della Lombardia, Maroni, che in seguito all'emendamento senatoriale ha dichiarato: «Con un investimento esente da imposte possiamo chiudere la trattativa con Ecclestone,entro i primi di settembre».