Se Monza “piange”, Silverstone non ride. Un contratto valido, fino al 2026, gli inglesi con Ecclestone lo hanno, tuttavia, permangono gravi difficoltà finanziarie che metterebbero a rischio l’organizzazione dello stesso Gran Premio di Gran Bretagna ed è stato il direttore dell’impianto, Patrick Allen, a rivelarlo al The Telegraph, avvisando della necessità che subentrino nuovi finanziatori per ripianare i debiti. «Se posso garantire il futuro? Non posso. Se posso andare da Ecclestone, con il cuore in mano, e dirgli: “Non temere, i tuoi soldi sono al sicuro per i prossimi 10 anni?” Non posso fare nemmeno questo… Sarebbe triste per Silverstone stracciare il contratto, sarebbe triste per le corse e molto triste per la Gran Bretagna», ha spiegato. A pesare sono i 16 milioni di sterline dovuti dal circuito come canone annuale per l’organizzazione della gara, insieme alla mancanza di finanziamenti da parte del governo centrale, lasciando il circuito nella posizione di dover coprire i costi operativi dell’evento di Formula 1 attraverso i proventi dei biglietti, già molto cari nonostante le campagne promozionali portate avanti quest’anno per attrarre un maggior numero di spettatori. Un’altra “zavorra” ha pesato su Silverstone ed è legata alle spese sostenute per aggiornare le strutture nel 2011, con il nuovo paddock. L’esposizione con le banche ha pesato per 12.7 milioni di sterline e per ripagarli, la proprietà del circuito, il BRDC, ha dato in locazione un’ampia porzione di terreni circostanti, dai quali ha ricavato un introito sufficiente per ripianare i debiti con le banche, perdendo, però, allo stesso tempo una fonte di reddito utile a coprire i crescenti canoni annuali di organizzazione. Sul pagamento in arretrato di queste somme, Ecclestone ha spiegato: «Il prossimo anno pagheranno per l’edizione 2015 perché gliel’ho permesso, altrimenti avrebbero già chiuso». Con questo quadro a tinte fosche, a Silverstone servono garanzie bancarie per continuare a organizzare il gran premio, oppure, l’opzione paventata da Allen: «Quello di cui tutte le parti hanno bisogno, a mio avviso, è qualcuno abbia tanti soldi, ami le corse e voglia gestire Silverstone in maniera profittevole e al tempo stesso con del capitale fresco da investire per ripianare il bilancio e allontanare il rischio». Facile, no? Fabiano Polimeni