F1, Sauber e Force India ricorrono all’UE

F1, Sauber e Force India ricorrono all’UE
Il commissario per la Concorrenza dovrà analizzare la ripartizione dei proventi tra team e l’accusa di fare cartello

Redazione

30 settembre 2015

Ricorrono al commissario per la Concorrenza dell’Unione Europea, Force India e Sauber. Il tema sotto esame: l’iniqua ripartizione dei proventi tra i team di Formula 1, tale da creare uno sbilanciamento tra alcuni privilegiati e le scuderie più piccole, con la conseguenza, secondo quanto riportato dal The Times, di «determinare in anticipo l’esito dei campionati iridati». Secondo le scuderie ricorrenti, si configurerebbe un cartello tra i team con importanti privilegi economici e la CVC. «Il team Sahara Force India è una delle due squadre ad aver sporto un reclamo presso l’Unione Europea, mettendo in dubbio la governance della Formula 1 e dimostrando che il sistema di suddivisione dei guadagni e la determinazione del modo in cui le regole sono definite sono illegali e iniqui», si legge nella nota della scuderia di Mallya. Un affondo diretto dopo le continue lamentele portate avanti negli ultimi mesi, per un problema che nasce in virtù del riconoscimento di entrate extra per Ferrari, Mercedes, McLaren, Red Bull e Williams, nonché dall’assenza all’interno dello Strategy Group di una rappresentatività completa di tutte le squadre partecipanti al mondiale. Non è la prima volta che la Formula 1 finisce nel campo di indagine della Commissione europea, essendo stata recentemente interessata della gestione dei guadagni il commissario europeo alla concorrenza Vestager, impossibilitato tuttavia a procedere senza un ricorso ufficiale. Adesso quel ricorso c’è e si aprirà un fascicolo per capire se le rimostranze di Force India e Sauber sono ammissibili o meno. Sempre il The Times, riporta – dal ricorso presentato – come per i team i benefici economici riconosciuti alle grandi scuderie «mettano quelle indipendenti in una posizione di perenne svantaggio sportivo ed economico, danneggiando permanentemente lo sport. Bloccando permanentemente il vantaggio per pochi team selezionati, lo sport è stato gravemente indebolito». Nel ricorso avanzato si sottolinea anche il danno arrecato non solo alla Formula 1, ma anche ai tifosi. Adesso toccherà al commissario per la Concorrenza studiare il caso e valutare se esistono i margini per intervenire e in quale forma. Dal canto suo, Ecclestone resta imperturbabile e ha commentato: «L’Unione Europea è lì per questo genere di questioni. I team devono procedere e, se il ricorso avrà successo sarà un bene, viceversa non gli sarà costato nulla. Dicono che diamo troppi soldi a certa gente e non abbastanza agli altri, è stato fatto con tutte le parti al corrente di quel che avrebbero avuto e cosa sarebbe accaduto e hanno firmato, tutti, dei contratti molto chiari. Non li biasimo per aver cambiato idea», ha commentato ad Autosport, aggiungendo che era stato messo al corrente dell’intenzione di proporre ricorso dai team stessi. Fabiano Polimeni

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