Con altri impegni, altri obiettivi – l’organizzazione della candidatura olimpica di Roma 2024 – ma inevitabilmente ancora legato profondamente alla Ferrari e alla Formula 1. Luca Cordero di Montezemolo guarda al passato, ai successi dell’era-Schumacher e alle prime “segnalazioni” ricevute su quello che si augura possa diventare un altro uomo simbolo della storia della scuderia: «La Ferrari è ancora nel mio cuore e seguo con piacere e passione le gare: ho trascorso quasi metà della mia vita a Maranello, è qualcosa che non dimenticherò mai», dice in un’intervista all’emittente tedesca RTL. Si parla di Vettel e Montezemolo ripercorre gli anni in cui venne segnalato direttamente da Schumacher: «Sebastian mi ha colpito favorevolmente, anzitutto come persona. Il primo a segnalarcelo fu Michael, ci disse che Sebastian era un tipo attento, di buone maniere, veloce e del quale avere fiducia. Lo conosco bene sin dai kart. Ai tempi della Toro Rosso pensavamo fosse estremamente veloce ma un po’ troppo giovane e noi cercavamo qualcuno con più esperienza e scegliemmo Fernando Alonso che, non dimentichiamolo, con noi ha trascorso quattro anni ricchi di successi». Che sia l’uomo giusto per la Ferrari lo ha dimostrato ampiamente in pista, con i risultati, e fuori, nel modo di rapportarsi con il team e con quel’approccio “tedesco-mediterraneo” mai trapelato in una realtà molto diversa come la Red Bull. «Sebastian ha tre caratteristiche fondamentali per la Ferrari: primo, è un pilota straordinario sia in qualifica che in gara. Secondo, ha un’impostazione che si addice alla perfezione con la Ferrari, è positivo, pieno di passione, con uno spiccato spirito di squadra. Terzo, è giovane ma al tempo stesso esperto. E’ arrivato nel momento giusto per dare il via a un nuovo ciclo, come Niki Lauda e Schumacher può diventare parte della storia Ferrari e gli auguro solo il meglio», continua Montezemolo. Quando si parla di Schumacher, inevitabilmente il contrasto è tra i momenti di gioia vissuti nell’arco di 10 anni a stretto contatto e la tristezza per il dramma umano che ha colpito Michael e la sua famiglia ormai da 2 anni: «Michael è stato fondamentale per la Ferrari, per me, per le nostre vite. E’ una persona straordinaria, che ha sempre lavorato per il team, che si è dimostrato essere sempre un uomo squadra, specialmente nei momenti difficili. Semplicemente, rappresenta qualcosa di unico e vederlo in queste condizioni è terribile. Provo a ricordare i tanti momenti splendidi che abbiamo festeggiato insieme e lo ricordo come un pilota, un uomo e un amico eccezionale. Ammiro la forza della sua famiglia, di Corinna e dei ragazzi, come lo stanno aiutando e dal profondo del cuore spero sempre di avere presto buone notizie». Fabiano Polimeni