Dopo l’evento londinese, buono per svelare i colori 2016, Red Bull fa sul serio e presenta la RB12. A Barcellona scende in pista con alcune soluzioni evidentemente diverse rispetto al progetto che l’ha preceduta, in particolare nella forma del musetto, apparentemente più affusolato nella parte superiore, mentre il bulbo resta ancora elemento distintivo. Le pance ottimizzano le forme e si svelano molto più scavate nella zona anteriore, sotto le prese d’aria, così come sembra farsi più bassa e schiacciata andando verso il retrotreno, in corrispondenza della scritta Red Bull. «Finora, i numeri che ci hanno restituito la galleria del vento e il CFD sono incoraggianti. È stato compito di tutti comprendere la macchina dello scorso anno e individuare le sfide davanti a noi, concentrandoci su di esse: credo che abbiamo fatto dei grandi passi in avanti», commenta il capo dell’aerodinamica, Dan Fallows. Si augura che prosegua nel solco della RB11, perlomeno sul fronte della bontà del telaio, aggiungendo come quella lanciata a Barcellona sia una «buona base per gli aggiornamenti che avremo sulla power unit, l’aerodinamica e tutto il resto». A dettare i principi base, sorvegliare sul lavoro del team tecnico, Adrian Newey. Sottolinea l’impossibilità di andare alla ricerca di soluzioni alternative in nuove aree, a causa di regolamenti stabili, perciò: «Abbiamo provato a ottenere con questa macchina un pacchetto coeso in tutte le aree - sospensioni, dinamica del telaio, aerodinamica – perché potessero lavorare in armonia. Siamo partiti dalle lezioni imparate lo scorso anno e tutte le indicazioni delle simulazioni suggeriscono che il telaio 2016 dovrebbe essere competitivo». Alla presentazione della nuova livrea e della partnership tecnica con Puma, Ricciardo aveva anticipato come si partisse per una campagna 2016 improntata al basso profilo, raccogliendo quel che per strada si troverà, assicurando da parte sua l’intatto "istinto vincente". Il lavoro fatto sulla power unit Renault (marchiata Tag Heuer) sarà cruciale per definire il livello di competitività della Red Bull RB12 e a tal proposito Christian Horner ricorda: «La decisione tardiva sulla fornitura del motore ha rappresentato una sfida, ma abbiamo trovato una soluzione in tempo e tutta la squadra ha lavorato incredibilmente a fondo per recuperare in inverno. Contiamo di proseguire sui progressi importanti fatti nella seconda metà del 2015 e proseguire su quello slancio nelle prime gare dell’anno. Le mie speranze per questa stagione sono di fare progressi concreti dall’anno scorso, impegnarci e sviluppare bene la macchina. Speriamo poi che la power unit ci porti un po’ di prestazione, per consentirci di avvicinare i nostri immediati rivali». Fabiano Polimeni RedBull4 RedBull3 RedBull2