«Credo si possano guidare queste macchine fino a 50 anni». Risponde così, Fernando Alonso, a chi gli chiede del suo futuro. Il pilota spagnolo è sempre stato molto critico sulle attuali monoposto, ritenute poco impegnative e veloci: «Sono meno spettacolari di alcuni anni fa, i tempi sono molto più lenti, le macchine pesano 120 kg in più di 7 o 8 anni fa, il suono è cambiato e le gomme Pirelli hanno modificato le corse. Questi sono i fattori che hanno reso le corse meno spettacolari e credo che non piacciano a nessuno». Pone l’accento anzitutto sull’impegno fisico richiesto, inferiore. A tal proposito viene da chiedersi se, al netto dell’affidabilità, avremmo mai assistito al tour de force messo in atto dalla Mercedes, con i 150 giri a giornata percorsi la scorsa settimana nei test, nelle stagioni passate. «Sono macchine poco impegnative, con le vecchie c’erano notti in cui non riuscivi a dormire per la fatica. Giravamo in 1’16” e oggi siamo a 1’26”. Sulla mia permanenza in Formula 1, lo saprò il prossimo anno, quando le monoposto cambieranno radicalmente. Vogliono renderle più veloci e, forse, potrebbe essere il punto di svolta. Se le macchine sono divertenti e la Formula 1 torna a essere la Formula 1, è un’attrazione per ogni pilota», spiega nel corso di una lunga intervista radiofonica a radio Cadena Cope. C’è da affrontare, prima, una stagione che dovrà restituire altre soddisfazioni che non quelle assaporate lo scorso anno e Alonso non perde l’ottimismo: «Mi vedo sul podio quest’anno e campione del mondo con la McLaren un giorno». I favoriti restano i soliti, Mercedes «fa parte di un’altra categoria. Devono fare qualcosa di catastrofico per non vincere il mondiale», pronostica. E la Ferrari? «Al momento per il terzo posto oggi c’è Vettel, ma non escluderei la Williams, Red Bull, Force India e, speriamo, noi». Tornando al passato ferrarista, ha rivelato di essere stato sul punto di un passaggio in Mercedes a fine 2014, in uno scambio con Hamilton, «ma la Ferrari in quel momento non voleva. Discutevamo del rinnovo fino al 2019 ma l’offerta Ferrari non mi convinceva e decisi di andare alla McLaren-Honda. Non so se Hamilton sia al corrente di tutto ciò. L’uscita dalla Ferrari è stata una decisione difficile da prendere. Era l’estate del 2014 e si discuteva del rinnovo. Avrei finito la mia carriera lì probabilmente senza mai vincere. Cinque anni chiusi in seconda posizione sono stati molto stressanti e impegnativi, sia fisicamente che mentalmente. Eravamo secondi nel mondiale ma sembrava fosse un funerale. Quando parlavo con la gente in Ferrari, i tifosi, la stampa, era tutto molto impegnativo. La Ferrari deve vincere, se non accade è il caos». Fabiano Polimeni