Sebastian Vettel a fine gara sfoggia un sorriso e riesce a nascondere bene la delusione per una vittoria sfumata. Un podio, un terzo posto come nel 2015, ma maturato in circostanze ben diverse. E che lascia l’amaro in bocca per quei 35 giri in testa e per una strategia rivelatasi sbagliata. GP d'Australia, la cronaca della gara “Sono due risultati diversi. L’anno scorso siamo arrivati a Melbourne carichi e sulla scia di una stagione 2014 non grandiosa, eravamo contenti di aver fatto il podio. Quest’anno volevamo di più. Ma credo che la bella notizia di oggi sia la nostra partenza fantastica: eravamo scattati in testa con due macchine poi la bandiera rossa non ci ha aiutato. Anche se è stata la decisione giusta vista la gravità dell’incidente. Durante la pausa si poteva forse decidere qualcosa di diverso e di meglio. Ma quando il team ha deciso di continuare la gara tenendo le gomme rosse io ero contento. Ora in gara andiamo meglio ma c’è ancora molto lavoro da fare e c’è possibilità di progredire la macchina. È naturale che quando sei così vicino alla vittoria, la vuoi conquistare e può restare un pizzico di delusione”. Però Vettel ha una convinzione: “Oggi in gara eravamo più forti delle Mercedes, mentre in qualifica ci mancava qualcosa. Certo, non possiamo fare un paragone assoluto sui tempi perché avevamo gomme diverse ma è un dato di fatto che siamo riusciti a mettere pressione alla Mercedes. Però è un fatto oggettivo che non ci hanno superato in corsa e se ne sono andati come facevano spesso nel 2015. Il loro passo era ben diverso”. Alberto Sabbatini