Difficile pensare a un debutto migliore per il team americano di Gene Haas. Certo, magari era meglio senza l'incidente di Esteban Gutierrez, ma del resto proprio la conseguente interruzione di gara ha permesso a Romain Grosjean di sfruttare appieno la possibilità di sostituire le gomme senza aver effettuato un vero e proprio pit-stop (con relativa perdita di tempo in gara che avrebbe comportato). Non commettiamo però l'errore di pensare che il risultato finale, un 6° posto che "vale una vittoria" come ha detto lo stesso pilota francese, sia dipeso solo da una questione di strategia fortunata e azzeccata. Intanto si era già riusciti a mettersi verso metà classifica, poi al restart Grosjean è stato in grado di salire 9°. Inoltre sul finale, con gomme comunque più dure e più usurate, sia il pilota francese sia la macchina si sono dimostrati in grado di resistere in modo più che adeguato al ritorno degli inseguitori. Fra i quali innanzitutto vi erano Nico Hulkenberg e Valtteri Bottas, che non sono certo "signorine". Ma Grosjean li ha tenuti a distanza di sicurezza. «Per noi è come una vittoria - ha detto poi Grosjean - e se ieri siamo stati sfortunati, oggi invece siamo stati un po' fortunati con la bandiera rossa. Non abbiamo avuto molto tempo per il set-up in prova (ricordiamo la speronata di Haryanto in pitlane, ndr), è stato un po' un andare in pista e vedere cosa succedeva. Ma siamo stati in grado di tenere a bada le Williams e le Force India. Questa è una sensazione incredibile, anche per tutti i ragazzi che hanno lavorato sodo nelle ultime settimane». «C'è un nuovo team F1 da tenere in considerazione, ed è un team americano - sottolinea Gene Haas - per cui siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Ora però non dobbiamo sederci, pensare che staremo sempre davanti agli altri: ci saranno anche momenti brutti, ma oggi è stata un'ottima giornata. Quello di Romain è stato un grande impegno, ma è stato bravo a non rovinare le gomme inizialmente, facendole durare 39 giri. Solo alla fine ha perso qualcosa, e questo è il tipo di situazioni che rende leggendario un pilota. Ha guidato con il cuore e e ha fatto di tutto per tenere la posizione, anche quando Hulkenberg era vicino e pensavo l'avrebbe preso. Ma l'ha tenuto dietro». Maurizio Voltini