Grandissimo poleman, ma Lewis Hamilton ultimamente sembra non sia alla stessa altezza quando si tratta di lasciare rapidamente la prima casella dello schieramento. Sì è ripetuto nella seconda gara della stagione come già nella prima, ma non solo: la statistica gli rinfaccia implacabilmente che nelle ultime sette volte che è partito in pole (e questa era la 51ª totale) per ben cinque volte ha perso la prima posizione. Hamilton ammette a fine gara che questa volta ha maggiori responsabilità di quella precedente: «Non ho fatto una buona partenza oggi, anche se in realtà non era così male come l'ultima. Erano situazioni completamente differenti, entrambe spiacevoli, ma questa probabilmente di più! A Melbourne ho avuto un sacco di slittamento delle ruote, ma questa volta semplicemente non sono scattato così come avrei dovuto, ed è stata colpa mia. L'altra volta no, ma questa sì. Se parti dalla pole e vai indietro, diventa rapidamente un effetto domino: diventa molto facile andarsi a toccare con qualcuno e, purtroppo, è quello che è successo alla prima curva. Ciò nonostante, sono riuscito a risalire e ad ottenere almeno alcuni punti, così ancora una volta è stato bello limitare i danni». Parlando di "danni", quelli sul campionato saranno stati limitati, ma sembra che quelli materiali sulla vettura non lo fossero poi tanto: «Avrei potuto facilmente non finire la gara, quindi sono contento di non aver perso ancor più punti alla fine. Ho provato anche a cambiare la strategia gomme a metà gara, ma avevo così tanti danni sulla vettura da non riuscire a tenere il passo con Kimi. Il posteriore andava ovunque e ho lottato duramente facendo tutto quello che potevo, ma non è stato abbastanza per prenderlo, quindi alla fine ho dovuto salvare solo le gomme in caso di safety car. Ora devo aspettare fino alla Cina per la prossima gara: è una pista che è stata favorevole a me per molti anni, quindi speriamo che le cose andranno un po' meglio». Maurizio Voltini

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