Ci sono piloti che sembrano davvero predestinati, e Max Verstappen è sicuramente fra questi, soprattutto alla luce di quanto visto oggi a Barcellona. Non si tratta solo delle conoscenze e della strada che gli ha spianato il padre, ma anche di come le circostanze vadano a suo favore al di là di quello che sono i suoi pur indubbi meriti.

Così arriva alla Red Bull proprio in occasione di una gara su una pista che fa valer bene le qualità della RB12 e nel giorno in cui in Ferrari pasticciano un po', ottenendo un ottimo quarto posto sullo schieramento. Sicuramente non è da tutti ottenere la seconda fila di partenza al debutto con una nuova squadra e in una carriera ancora all'inizio, e una certa enfasi è giustificata. Anche se magari non dovrebbe far dimenticare che con la stessa monoposto Ricciardo è comunque davanti (3°) e con un distacco (poco più di 4 decimi) superiore a quanto rimediava Kvyat, allontanato per scarso rendimento…

Ma, come dicevamo, i "segnali" di una carriera ben avviata ci sono tutti ed è rimarchevole che comunque l'olandese abbia ben approfittato delle occasioni che gli si sono presentate: «Mi sono divertito in qualifica - ha detto Verstappen continuando a sorridere a 32 denti dopo il 4° tempo - e andava sempre meglio a ogni giro. Per me l'obiettivo oggi era solo quello di divertirmi e trovare un buon feeling con la macchina. Mi sono concentrato su quello che dovevo fare e ha funzionato». Diremmo proprio di sì.

«Sono contentissimo - prosegue Verstappen - non mi aspettavo di adattarmi alla macchina così in fretta. Non mi aspettavo nemmeno di poter finire in seconda fila, è una sensazione davvero positiva. Sono vicino al podio e spero che potremo mantenere queste posizioni nella gara di domani». Se davvero c'era molta pressione, e non parliamo solo di quella dei media che l'hanno assediato per tutto il weekend, pare che comunque Max l'abbia gestita benissimo.