Parole per complimentarsi, parole per lamentarsi, parole per spiegare. I team radio del Gran Premio di Spagna sono stati tanti e interessanti. Un assortito campionario di quel che si dicono pilota e muretto nell'arco di gara, di 66 giri che hanno portato Verstappen al trionfo e Ricciardo alla delusione, Raikkonen a podio e Vettel a dannarsi l'anima nell'ultimo settore, Button a ridere e Hulkenberg a raccontare una grigliata in diretta dal retro della Force India. 

Pronti, via ed ecco Kvyat che riceve la notizia della furbata appena fatta: «Daniil dobbiamo restituire la posizione a Hulkenberg e Magnussen alle tue spalle, hai sorpassato sotto safety car».

E Daniil: «Andiamo ragazzi, dicono sul serio?»

Perez naviga in acque tranquille per tutta la gara, Hulkenberg non riesce a tirarsi fuori da metà gruppo, fino al momento del ritiro. Pacatezza teutonica nell'avvisare via radio: «Credo esca del fumo dal retro della macchina, c’è tanto fumo».

Dal muretto, istruzioni per evitare danni peggiori: «Parcheggia vicino a una postazione antincendio. Trova un punto sicuro per fermarti». Lui, Hulk, fa tutto diligentemente, peccato che i commissari a bordo pista con l'estintore lo usino sulle pance della Force India. Allora ci pensa Nico a spegnere le fiamme sul retro della macchina.  

Sintetico, Alonso: «No power, no power». Se la ride in gara Button, a punti ma non gradisce il tempo perso dietro Haryanto: «Leva la macchina davanti, ci sta costando del tempo. So che crede d'essere veloce, ma non lo è». 

Acque agitate in casa Sauber, non solo per la precarietà finanziaria. Ericsson e Nasr in bagarre, e Marcus parecchio arrabbiato: «Sta cambiando direzione in frenata da tutte le parti, è fott******te pericoloso!». Il muretto, da buon padre di famiglia tra i due che litigano: «Siete compagni, andiamo…»

Non gradisce l'affondo in curva 1 di Ricciardo, Vettel: «(Lungo bip), se non l’avessi evitato sarebbe venuto addosso! Sul serio, che stiamo facendo? Corse o ping pong?». Daniel che all'ultimo giro, al muretto, racconta: «Ho una foratura o qualcosa, la posteriore sinistra e davvero strana»

La festa in Red Bull è tutta per Verstappen, prima i complimenti: «Sì, sì! In-cre-di-bi-le Max, in-credibile». «Max Verstappen, hai vinto la gara. Fantastico, come hai guidato! Lavoro fantastico». E lui, un po' tra le lacrime: «Grazie davvero Christian. E’ stato come guidare sul ghiaccio negli ultimi 10 giri, incredibile!». 

Parla tantissimo via radio Raikkonen, che fa un'analisi completa appena tagliato il traguardo, con tono da commentatore sportivo, quasi fosse in poltrona e non dopo 300 km a tutta: «Mi dispiace ragazzi, ci ho provato ma quando mi avvicinavo era così difficile seguire la macchina uscendo dall’ultima curva. Grazie per la buona strategia, abbiamo recuperato dopo una partenza piuttosto brutta. Grazie».

Altrettanto lunga l'analisi di Vettel: «Ci abbiamo provato, ma ovviamente con le gomme non siamo andati tanto lunghi come ci aspettavamo. Con le morbide la macchina era davvero buona, agevolmente mezzo secondo più veloci delle medie e oltre. Non capiamo perché eravamo lenti con le medie, fondamentalmente il posteriore era molto nervoso». Arrivabene, replica: «Grazie Sebastian, ben fatto, non preoccuparti».

Vettel-2: «E’ un po’ un peccato, pensavo ce l’avremmo potuta fare e vincere, ma era molto difficile sorpassare, la Red Bull era più veloce di noi nell’ultimo settore, faticavo con le posteriori, erano più veloci su curva 12 e nell’ultima chicane, ecco dov’era la differenza e perché non potevamo passare. Ho provato di tutto, grazie (in italiano)».

Ancora in Red Bull, per "consolare" Ricciardo: «Ovviamente al momento è piuttosto dura, ma arriverà il tuo momento. Hai guidato bene oggi». L'altro Toro va a punti e l'ingegnere di pista di Sainz è su di giri: «Sì Carlos, sì! P6, P6. Bravo Chili! Bravo». Carlos che ringrazia: «Grazie, è stato un week end davvero buono, sapevo potevamo farcela, era solo una questione di tempo». E dal team, ancora: «Davvero una giornata positiva oggi per la spinta al morale».

Sfumano i punti per Esteban Gutierrez, finalmente al traguardo e finalmente in posizioni interessanti. Avrebbe meritato anche il punto, ma Kvyat lo beffa nel finale. «(Urlo incomprensibile), prende fiato: buon lavoro». Dal muretto lo rinfrancano, «Buon lavoro, buona guida. Ma questo è solo l’inizio, solo l’inizio, non siamo contenti». «Grazie ragazzi, ottimo impegno», replica il messicano.