Ha rilevato la SF16-H da Leclerc e a Silverstone ha proseguito il lavoro su assetto e aerodinamica. Kimi Raikkonen al mattino ha utilizzato gomme morbide e medie, coprendo 39 tornate, con la miglior prestazione in 1'32"730, ribassata al pomeriggio fino a 1'31"255 (aggiornamento alle 18:00; ndr), quattro centesimi da Ocon. Serve lavorare a fondo, migliorare una monoposto che su un circuito esigente sulle aree chiave di un progetto, telaio e aerodinamica, ha bocciato la SF16-H. E sul secondo punto si esprime il finlandese, durante la pausa pranzo tra la sessione mattutina e pomeridiana: «Stiamo facendo il normale lavoro dei test, tutte cose diverse da provare per trovare quelle buone. Non abbiamo uno specifico problema aerodinamico solo qui, ci mancano delle cose in generale».

Il pacchetto da migliorare nell'insieme, ma se sulla power unit si è lavorato a fondo, dedicando parecchie attenzioni, non si è visto un progresso equivalente in altre aree. «La macchina dovrebbe adattarsi meglio alla prossima gara in Ungheria, se sarà buona abbastanza per puntare alla vittoria lo vedremo».

L'augurio dei tifosi è di ritrovare un'altra Ferrari rispetto a quella vista in Inghilterra. «Ci aspettiamo sempre di più. Come team vogliamo vincere e finché non lo faremo costantemente non sarà la situazione ideale. Ci aspettiamo di vincere, ma al momento questo è quel che abbiamo e continueremo a lavorare e progredire», ha raccontato Kimi. 

Serve un risultato importante prima della pausa estiva, dare un segnale di competitività sulla prestazione pura, dimostrare di potersela giocare alla pari, almeno su alcuni tracciati e perlomeno in gara, con le Mercedes: «Vedremo cosa accadrà nella seconda parte dell'anno, crediamo di poter ancora vincere. Sappiamo che abbiamo del lavoro da fare e su alcuni tracciati andremo meglio. Non molleremo finché non sarà più matematicamente possibile lottare per il titolo.

Sappiamo dove si trova la Mercedes, è avanti a tutti al momento, ma non significa che dovremmo mollare o smettere di lavorare: proveremo a riprenderli».