Schumacher a parte, Fernando Alonso a Monza ha raccolto più podi di tutti. Sei, tra cui due sul gradino più alto: con la Ferrari nel 2010 e ai tempi della prima parentesi McLaren, nel 2007. Improponibile immaginare un epilogo simile domenica prossima. Il buon risultato di Spa Francorchamps è un altro tassello da inserire nel pallottoliere dei progressi compiuti quest'anno, tuttavia, non vanno trascurati i cedimenti sofferti sulla nuova power unit introdotta in Belgio (causati prima da una perdita d'acqua alla MGU-H, il secondo dal calo della pressione dell'olio), sui quali Honda prosegue le indagini. 

Si preparano alla gara più difficile dell'anno in McLaren, in attesa che arrivi Singapore, agli antipodi per caratteristiche e aspettative da coltivare. «Ovviamente ho tantissimi bei ricordi delle gare in Italia e sono stato fortunato abbastanza da essere stato oggetto dell'approvazione dei tifosi, come anche della loro disapprovazione!», racconta Fernando. 

«Come abbiamo visto in Azerbaijan, gli sviluppi fatti da queste macchine le hanno rese incredibilmente veloci e vedremo velocità importanti sui rettilinei a Monza. E' una gara così rapida che finisce in un attimo (un'ora e 18 minuti nel 2015; ndr). La sensazione di velocità è fenomenale, pur non essendo sempre la più divertente con così poca aderenza»

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Cosa si può realisticamente chiedere alla McLaren nel week end alle porte? Agguantare la Q3 sarebbe un gran punto di partenza, confermare l'arrivo a punti in gara, praticamente il massimo ottenibile. «Andiamo a Monza consapevoli che non esalterà i punti di forza del nostro ultimo pacchetto, ma vogliamo dimostrare di nuovo i progressi che abbiamo compiuto recentemente. Probabilmente sarà un'altra prova difficile, confidiamo nello slancio che abbiamo guadangato e sarà interesante vedere dove ci troveremo su un tracciato che privilegia la potenza su ogni altra cosa», ha spiegato Eric Boullier.

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