Una fattispecie in più da considerare, per il perfezionamento del sistema Halo. L'incidente occorso a Kevin Magnussen nelle libere 1 del GP di Malesia, l'incendio sviluppatosi sulla Renault mentre i meccanici stavano per riportare nel box la monoposto, ha sollevato un ulteriore interrogativo sul dispositivo la cui introduzione dovrebbe discutersi in vista del mondiale 2018.

Tra le criticità riscontrate con l'Halo, tempi di uscita dalla monoposto più lenti, a causa di una struttura che rallenta le operazioni. Dei correttivi sono necessari e Fernando Alonso immagina una diversa configurazione per il dispositivo: «Forse c'è un modo di progettarlo removibile, in modo che possiamo saltare fuori dalla macchina un po' più in fretta.

Quando ho provato l'Halo a Singapore, una delle cose che ho notato è stata l'uscita dalla macchina un po' più scomoda, dove poter poggiare i piedi e dove saltare».

Per quello che è l'attuale disegno della struttura, sembrano barriere difficilmente superabili, se non con modifiche profonde. Una situazione di rischio per Magnussen che anche secondo Carlos Sainz servirà per approfondire il concetto e indirizzare lo sviluppo futuro: «E' un buon esempio che la FIA può analizzare, un dettaglio in più da migliorare e al quale pensare. Si tratta di avere scenari ed esempi dai quali comporre un quadro complessivo e vedere cosa può essere migliorato».

Halo a parte, un'idea alternativa, integrata nella monoposto e tutta da sviluppare, è quella proposta recentemente da Enrique Scalabroni, ex progettista di Lotus, Williams, Ferrari, che ha affinato il progetto di Active Windscreen, composto da un elemento integrato nella cellula di sopravvivenza - davanti all'apertura del cockpit, in grado di attivarsi in pochi millesimi di secondo e deviare eventuali oggetti diretti verso la testa del pilota - e da una struttura ad arco sopra al casco del pilota, per una protezione laterale: concettualmente molto diverso dall'Halo e tutto da sperimentare nella sua efficacia, senza dubbio più accattivante esteticamente.

L'Halo è peggiore del mali che intende curare