Nessuna "rivelazione clamorosa" o particolarmente polemica è scaturita dalla conferenza dei piloti che come ogni giovedì si tiene prima del GP, a Suzuka. Presenti in sala Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen, Fernando Alonso, Carlos Sainz, Pascal Wehrlein e Jolyon Palmer.

Così il pupillo Mercedes stazionato in Manor non ha nulla di particolare da dire sulla sua prossima stagione: «È ancora tutto da vedere: sono in atto delle discussioni, credo che nelle prossime settimane arriveremo a qualche conclusione in merito», dice infatti Wehrlein. E per quanto riguarda le nuove gomme Pirelli più larghe che hai provato? «Sono più veloci e le ho trovate quindi più divertenti, ma non credo di potervi dire altri dettagli di questi test». Al riguardo viene interrogato anche Raikkonen: «Ad essere corretti, è un po' troppo presto per dire qualcosa, non abbiamo comparazioni, capiremo meglio quando avremo a disposizione anche le macchine dell'anno prossimo, quindi nei test invernali. Certamente offrono più aderenza e credo saranno più veloci».

In una conferenza con tre campioni del mondo (riportiamo a parte le dichiarazioni di Raikkonen e di Alonso) ovviamente si punta molto su Hamilton dopo la delusione dell'ultimo GP, e gli si chiede come sia messo in quanto a umore: «Io arrivo qui esattamente come l'anno scorso, nel senso che l'umore è buono e non vedo l'ora di ripartire. A quanto successo in Malesia, non ci ho più pensato: ogni volta che lascio un circuito, penso a tutt'altro fra impegni vari e così via». Avevi detto che sembra quasi ci sia un "potere più alto" che non vuole che tu vinca questo Mondiale: ma quanto è importante per te la religione? «Non mi cambia nulla: ho detto solo che a quanto pare "chi sta sopra" non vuole che io vinca il campionato, ma non c'è molto altro da aggiungere». È da inizio conferenza che stai scrivendo sul telefonino: parli del motore esploso in Malesia? «No, sto giusto scrivendo in chat: cerco di aggiungere qualcosa su questa conferenza (in effetti ha fotografato la platea dei giornalisti, all'inizio, ndr), è una cosa nuova. Comunque per il motore guardate Istagram, è li che ho scritto quello che ho provato subito dopo». 

Fra gli altri piloti presenti, anche con Palmer si parla della Malesia, ma nel suo caso in positivo dato che ha raccolto il suo primo punto iridato: «Il motivo per cui ci sono riuscito, è che stavolta eravamo più veloci in modo netto rispetto al passato, in più abbiamo adottato una buona strategia, su una sola sosta». Una tattica che era stata più aggressiva anche di quella di Valtteri Bottas, visto che Jolyon era partito con gomme hard passando alle soft dopo 31 giri. «È stata dura, ma siamo riusciti ad arrivare fino alla fine restando in zona punti. Sul fatto che abbia battuto il mio compagno? Mah, devo dire che la prima parte della stagione è stata piuttosto difficile per me, ma poi una volta superati questi problemi siamo stati abbastanza simili come prestazioni: penso che siano le ultime dieci gare a dare un'idea del nostro reale livello. In Malesia non è andata benissimo nelle qualifiche ma poi ho recuperato in gara».

A insidiare Palmer negli ultimi giri in Malesia era stato Carlos Sainz, al quale viene chiesto qualcosa sulla frustrante situazione che sta passando la Toro Rosso: «Intanto non utilizzerei la parola "frustrazione" per descrivere questo difficile finale di stagione. Certo la squadra sta soffrendo, ma non siamo riusciti a sfruttare alcune belle possibilità e siamo stati anche a combattere con la McLaren… In Malesia abbiamo cercato di confermarci come a Singapore ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo vivere le gare una alla volta. Per quanto riguarda Suzuka, ho ottimi ricordi di questo circuito, specialmente il primo tempo nelle FP1 dell'anno scorso sul bagnato. Quindi vedo sempre favorevolmente l'arrivo della pioggia, credo che se arrivassero degli scrosci in gara sarebbe solo positivo per noi».