La 60° pole di Hamilton, a 5 da quelle di Senna e a 8 dal record di Schumacher, è stata anche una delle più difficili per Lewis. Perché stavolta Nico Rosberg, che era stato debole e arrendevole nelle tre o quattro corse precedenti, gliel’ha fatta veramente sudare. Su una pista dove finora aveva ottenuto due pole contro una sola di Hamilton.

Hamilton è sempre stato il più veloce nelle varie sessioni di qualifica: Q1, Q2 e Q3. Ma ogni volta che Rosberg scendeva in pista, sbriciolava il proprio tempo, migliorava quello precedente stabilito da Hamilton e costringeva Lewis a tirare fuori dal cilindro sempre qualcosa di magico in più se voleva difendere la pole. Basta vedere l’altalena dei crono: in Q1 Rosberg ha fatto “solo” 1’11”815, a 304 millesimi dal compagno; in Q2 il divario fra i due è calato a 135 millesimi e in Q3 si è fermato ad appena 102 ms. Ogni volte Nico spostava più in alto l’asticella per Hamilton e Lewis puntualmente la riscavalcava.

L’analisi dei cronologici e dei tempi parziali dice che il punto forte di Hamilton era sempre l’ultimo settore, quello con le esse finali che portavano alla tripla curva a sinistra finale. Lewis aggrediva quei cambi direzione con una determinazione mai vista passando oltre il cordolo sull’erba con la ruota interna. 

Nel giro finale, quello concluso in 1’10”736 che è valso la pole a Hamilton e il secondo tempo di 1’10”838 a Rosberg, Nico è stato in vantaggio per oltre metà giro. Fino alla decima curva aveva virtualmente la pole fra le mani. Nel primo settore è stato 72 millesimi più veloce di Hamilton: 17”680 contro 17”752. Poi nel secondo settore gli ha concesso 48 millesimi (36”408 per Nico contro 36”360 per Hamilton), ma gli restavano ancora 24 millesimi di margine per aggiudicarsi il miglior tempo. 

È nel terzo settore che Hamilton ha fatto il capolavoro e che Rosberg ha commesso qualche sbavatura: con un parziale finale di 16”624, Hamilton ha recuperato ben 126 millesimi perché Nico ha fermato i cronometri soltanto su 16”750 di tempo parziale. I 126 ms recuperati, detratti dei 24 ms che aveva di svantaggio, hanno regalato a Hamilton per 102 millesimi la 60° pole in carriera.

Quello di Rosberg non è stato il suo terzo settore migliore delle qualifiche. Pensare che se soltanto Nico fosse riuscito a ripetere il parziale di 16”619 che aveva fatto nel primo tentativo in Q3, invece che il deludente 17”750 dell’ultimo giro -  quasi un decimo e mezzo più lento - avrebbe potuto strappare la pole a Hamilton

GP del Brasile, la griglia di partenza