Lo Strategy Group riunitosi mercoledì a Ginevra ha accolto un "ospite" d'eccezione, nelle vesti di osservatore interessato. Accanto ai rappresentanti delle scuderie - Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren, Williams e Force India - accanto alla FIA e a Bernie Ecclestone, era presente anche Chase Carey, futuro presidente della società che rileverà il controllo della F1. Una presa di contatto con una delle tappe chiave che caratterizza l'attuale processo decisionale in Formula 1, Strategy Group che era chiamato a discutere della necessaria semplificazione della categoria.

La riunione di Ginevra ha visto sul tavolo anzitutto l'idea di dotarsi in futuro di un collegio di commissari permanente, che sia in grado di garantire uniformità di valutazione nell'arco dell'intero campionato, diversamente dall'attuale selezione variabile di gran premio in gran premio. I team avrebbero discusso anche di una differente determinazione delle penalità da comminare ai piloti in caso di infrazione. Non sono state adottate posizioni definitive e, sul tema della semplificazione si tornerà a confrontarsi nei prossimi mesi, in quella che sembra una posizione comune sulla strada da seguire.

Altro aspetto discusso dallo Strategy Group, definire misure che impediscano il verificarsi di situazioni come quelle in Messico e il taglio di curva 2. Imporre percorsi di rientro in pista forzati, sulla scia di quanto già fatto a Sochi, non dovrebbe essere un intervento particolarmente complesso. 

McLaren fa fuori Dennis

Altre due proposte sono passate sul tavolo dei team principal, entrambe rigettate. L'incremento del sound delle power unit e la modifica delle restrizioni applicate al tempo speso dalle scuderie in galleria del vento e al CFD. Force India e Manor hanno avanzato due proposte, rispettivamente per ripartire maggiormente verso le simulazioni CFD, verso la fluidodinamica numerica, il monte ore a vantaggio dei test in galleria del vento, e per consentire un incremendo del 10% del tempo in galleria alle scuderie che utilizzano strutture che lavorano su modellini in scala al 50% rispetto a chi beneficia di modelli al 60% delle grandezze reali. 

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