Da un lato possono contare su una relativa tranquillità economica del tutto assente nel 2016, sull'arrivo di un direttore tecnico di primo piano come Jorg Zander e su una formazione piloti rafforzata dall'innesto di Pascal Wehrlein. Dall'altro, gli interrogativo sul 2017 Sauber passano dall'utilizzo della power unit Ferrari dello scorso anno, particolare che si è visto quanto abbia inciso sulle prestazioni Toro Rosso nella passata stagione. Sarà una Sauber fanalino di coda o può coltivare l'ambizione a navigare in acque migliori?

«Serve del tempo, ma se guardiamo alla seconda metà della scorsa stagione, abbiamo compiuto grandi progressi. L'obiettivo è quello di proseguire ovviamente su questa strada nel 2017. Tecnici importanti hanno deciso di unirsi al team negli ultimi mesi e questo fa la differenza. Sembra che ci stiamo muovendo nella giusta direzione e con due giovani piloti ambiziosi dovremmo fare bene», la convinzione di Marcus Ericsson. 

Prima dell'ingresso della finanziaria Longbow il team era arrivato al punto di dover rinunciare alle sessioni di test infracampionato, presentarsi a Montecarlo con un box attrezzato dell'essenziale, privi anche del tappeto all'interno dei garage, senza dimenticare i ritardi nei pagamenti dei dipendenti. «La stabilità finanziaria fa tanto, tutti sono motivati a dare il massimo per un nuovo inizio. Anziché concentrarsi sulla sopravvivenza giorno per giorno, tutti si esprimono al 100% per ottenere prestazioni e questo fa una gran differenza», commenta il pilota svedese, che ha trovato la conferma del sedile con buon anticipo.

Scaricato Felipe Nasr, senza più la dote dello sponsor Banco do Brasil, che valeva qualcosa come 15 milioni di dollari, la scuderia diretta da Monisha Kaltenborn ha atteso gli sviluppi della vicenda Mercedes-Bottas per aprire le proprie porte a Wehrlein. Le discussioni per l'ingaggio del tedesco sono iniziate a novembre, ha anticipato Toto Wolff. Ericsson che spende parole d'elogio per il nuovo compagno: «Ho un'alta considerazione di Wehrlein, ha vinto il DTM e fa parte della famiglia Mercedes da molto tempo, sembrano crederci parecchio (salvo ritenere prematura la promozione a titolare accanto a Hamilton; ndr). Ovviamente l'obiettivo sarà batterlo, mi aspetto una dura lotta, quel che serve per dare il meglio».

Felipe Nasr ha garantito i punti in Brasile, boccata d'ossigeno per il team, ma osservando il rendimento durante la stagione in gara, al netto dei ritiri (9 complessivamente), e considerata la scarsa competitività del progetto, il più delle volte è stato Ericsson a fare meglio: nove volte davanti. Un nuovo approccio lo ha portato a migliorare il proprio livello di guida, assicura: «Quando ho iniziato a correre in Formula 1 provavo a ogni sessione a essere veloce, se non ci riuscivo iniziavo a guidare oltre i limiti. Adesso interpreto le libere al 100% come preparazione per la Q3 e la gara, concentrandomi unicamente sull'assetto e lo sviluppo. Fa tanta differenza per me, non è mai tardi per imparare! Sono migliorato molto come pilota nelle ultime stagioni, ma non ho avuto una macchina per dimostrarlo appieno. Spero potremo inserirci a centro gruppo e lottare stabilmente per i punti».