Due corse parallele, quella - avvantaggiata - di chi deve recuperare e può beneficiare dell'eliminazione del sistema dei gettoni e quella di chi, dal vertice, deve provare a esplorare soluzioni nuove per la power unit, che mantengano invariato il vantaggio. Da un lato Ferrari, Renault e Honda, dall'altro Mercedes. Se la totale convergenza delle prestazioni non dovesse verificarsi, c'è chi ritiene necessario un intervento della Federazione per livellare i valori. Franz Tost è del parere che andrebbe imposto il congelamento dello sviluppo per consentire il recupero degli altri motoristi.

«Spero che prima o poi ci sia una parità tra power unit, perché al momento non esiste. Abbiamo bisogno che almeno Red Bull, Mercedes e Ferrari siano in lotta per il campionato. Se non si realizzerà questa parità, allora dovrebbe intervenire la FIA con una norma per congelare lo sviluppo Mercedes, permettere agli altri di recuperare e poi bloccare per tutti ogni intervento», ha commentato il team principal della Toro Rosso.

La scuderia di Faenza ritorna alla power unit Renault quest'anno e potrà avvantaggiarsi delle sinergie tecniche con la Red Bull. Motore Renault destinato a ridurre il divario di potenza da Mercedes, secondo Helmut Marko - circa 50 cavalli nel 2016 - che ha previsto l'equivalenza delle prestazioni con Ferrari.

E non sarà unicamente il tema della potenza pura a tenere banco quest'anno, bensì anche quello dell'efficienza, dai consumi al recupero dell'energia in maniera ottimale, di fronte a spazi di frenata che tenderanno a ridursi e power unit che gireranno per più tempo in pieno. Limiti allo sviluppo parziali sono stati imposti dalla FIA per quanto riguarda dimensionamento e peso di alcune componenti, ulteriori vincoli arriveranno nel 2018, buoni per la riduzione dei costi da un lato e per favorire la convergenza delle prestazioni dall'altra.

Franz Tost non limiterebbe lo sviluppo di un unico componente della power unit: «Lascerei lo sviluppo del pacco batterie libero, perché qualcosa destinata al futuro e anche importante per i costruttori». Immagina le ricadute positive che potrebbero esserci sulle auto elettriche, oggi alla ricerca di una costante ottimizzazione della densità energetica e della riduzione del peso, da bilanciare con il contenimento dei costi. Equilibrio arduo da raggiungere e sul quale la F1 non sembra certo un esempio virtuoso.