Analisi qualifiche Barcellona: emozioni a ripetizione

Analisi qualifiche Barcellona: emozioni a ripetizione© sutton-images.com
Le vicissitudini Ferrari terminano con un gran 2° posto di Vettel a 51 ms da Hamilton alla 64esima pole, ed emerge l'esperienza come quella di Alonso

Maurizio Voltini

14 maggio 2017

Che ridurre il divario prestazionale tra le varie monoposto porti a maggior spettacolo sportivo (e sottolineiamo "sportivo") in pista, lo si è visto nella sua interezza in occasione delle qualifiche di Montmelò. Che sono state emozionanti dall'inizio alla fine, purtroppo anche grazie alle vicissitudini Ferrari. Dopo che la seconda unità motrice montata a Sebastian Vettel prima delle ultime prove libere aveva dato problemi (perdita d'acqua) è stata decisa un'ulteriore sostituzione rimontando l'unità precedente. A dare manforte nell'operazione anche i meccanici di Raikkonen, e a tal proposito apriamo volentieri una parentesi generale: quest'anno la Ferrari ha dimostrato, e l'ha confermato oggi, di avere una forza sconosciuta in passato proprio come team nella sua completezza e compattezza. Anche per come reagisce ed affronta bene eventuali problemi: per esempio venerdì il guaio alla trasmissione di Vettel era stato risolto molto rapidamente, e lo stesso è successo in precedenza in altre occasioni.

Nondimeno ha fatto saltare qualche battito cardiaco ai ferraristi quel "Stop the car" che Adami ha detto via radio a Vettel poco dopo essere entrato in pista all'inizio delle qualifiche. La prospettiva non solo di aver sacrificato (sembrano comunque problemi recuperabili) un altro motore, ma pure di partire ultimo per il GP è calata devastante sulle aspettative di tutti. Invece Seb ha prima proseguito per cercare almeno di rientrare ai box, con l'ok dei tecnici, e poi evidentemente il problema è rientrato o almeno non si è dimostrato fondamentale (verrebbe da pensare a temperature), così ha continuato a girare mettendo in tasca subito un tempo per passare almeno le Q1. Come il tutto sia continuato fino alla conquista della prima fila di partenza, mancando la pole per soli 51 millesimi, è ormai storia.

Ci permettiamo di usare il termine "storia" perché siamo sicuri che queste qualifiche così emozionanti rimarranno a lungo nella memoria degli appassionati, e per più di un motivo. Non solo per quanto fatto da Vettel, ma anche per la meritata 64esima pole position di Lewis Hamilton, per esempio, ottenuta in una sessione così "tirata" (come è giusto che sia quando i valori delle vetture sono più equilibrati) da portare spesso ad errori causati dalla ricerca del limite "più in là". Errori in cui sono incappati per esempio Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen: i due finlandesi sono comunque a solo 2 decimi dal vertice, a occupare la seconda fila, e dunque restano assolutamente in lizza per la possibilità di fare una buona gara.

Lo stesso vale per le Red Bull, e soprattutto per Max Verstappen, ottimo quinto a soli 0"557 dal vertice e 0"267 da Raikkonen, quindi più vicino rispetto alle gare precedenti. Inconsueto invece il distacco di Daniel Ricciardo, quasi mezzo secondo più in là del compagno di squadra: vedremo se sia stata solo una questione momentanea, di sicuro non si può considerare mai fuori gara già in partenza l'australiano, che anzi emerge sulla distanza.

Dopo i primi tre top team il divario è notevole, ma ciò non significa che la lotta nelle retrovie sia stata blanda, tutt'altro! Lotta dalla quale è spuntato un monumentale Fernando Alonso, riuscito a portare la McLaren-Honda nella posizione più alta possibile da parte delle squadre "normali" (7° cioè) dopo tutte le difficoltà delle prove. Stavolta non ha avuto problemi tecnici e così l'asturiano ha potuto nuovamente dimostrare che la sua classe è sempre intatta. Del resto nei momenti clou delle qualifiche si sono messi in mostra proprio i piloti più esperti come Sergio Perez e Felipe Massa, mentre per esempio Esteban Ocon non è riuscito a ripetere in Q3 il tempo fatto segnare in Q2. Tutta esperienza per il francese, comunque, per il quale in ogni caso essere riuscito a guadagnare la top ten è un risultato di gran rilievo.

Sicuramente speravano qualcosa di più i primi esclusi dalle Q3, peraltro ravvicinatissimi. Parliamo di Kevin Magnussen, Carlos Sainz e Nico Hulkenberg, racchiusi in 68 millesimi dal 11° al 13° posto. Comunque la Toro Rosso si è dimostrata competitiva con lo spagnolo (problemi invece per Daniil Kvyat) mentre si attendeva qualcosa di più invece dalla Renault dopo i bei riscontri nelle prove libere. Del resto anche Romain Grosjean puntava a un posto più avanti del 14° tempo, ma è stato decisivo il testacoda in curva 13 nel momento finale delle Q2. Resta il fatto che da tutti i piloti citati ci si attende ragionevolmente una grande gara a movimentare la lotta per la zona punti.

Discorso differente per Pascal Wehrlein, bravo ad accedere alla Q2 precedendo Marcus Ericsson di soli 5 millesimi: per i due sarà una lotta interna. Mentre per chi segue si tratterà di risollevarsi da qualifiche poco efficaci e risolvere eventuali problemi tecnici. Da tutti i punti di vista, in ogni caso, tutto porta a credere che anche questa gara sarà interessante da vedere a tutti i livelli: speriamo solo che le ben note difficoltà di sorpasso a Montmelò non siano eccessive e che anzi vengano limitate dalla decisione della direzione di gara di anticipare di 100 metri il punto di attivazione dell'ala mobile nel rettilineo di partenza, presa proprio per facilitare i sorpassi. Come sempre, sarà la gara stessa a mettere le cose in chiaro.


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