Trovano conferma nell'apertura del presidente della FIA, Jean Todt, intervenuto a Ginevra in occasione dei lavori della FIA Conference, le voci legate all'interesse verso la Formula 1 di un nuovo team supportato da capitali cinesi, che andrebbe a insediarsi operativamente in Gran Bretagna.

«Circolano sempre delle indiscrezioni, abbiamo tuttavia un interesse da parte di alcune squadre. Quando riterremo sarà il momento indiremo un bando di gara. Al momento abbiamo 10 team e l'idea è di arrivare fino a 12. C'è l'opportunità per riuscirci, sarà possibile se avremo uno o due nuovi arrivati», ha commentato Todt. Bisogna tornare al 2012 per contare una griglia di partenza con 24 macchine.

Non basta certo il solo interesse, alla buona volontà andranno legate le garanzie di solidità economica per assicurare la partecipazione al campionato con un impegno sul medio periodo, oltre a dover versare un "gettone" da 20 milioni di dollari prima ancora di iniziare a giocare. «Anzitutto dobbiamo esaminare la richiesta, passa da un audit necessario per scoprire chi sono i potenziali acquirenti. Se si tratta di un grande costruttore è semplice. Nel caso di un privato, serve molta più attenzione. 

Poi, accertato il vero interesse e assicurate le loro capacità, come nel caso della Haas, allora solo dopo faremo un bando di gara». Se l'undicesimo team si materializzerà non sarà prima del 2019, orizzonte temporale minimo per immaginare un impegno credibile. E proprio la Haas richiamata da Jean Todt decise di far slittare di un anno il debutto in Formula 1 per prepararsi in modo adeguato. «Sarebbe folle pensare che un nuovo team possa essere pronto in 8 mesi o anche meno», ha aggiunto il presidente FIA.