C'è poco da fare: ci può essere qualsiasi motivazione tecnica, qualunque necessità di scaldare più o meno aggressivamente le gomme, piste difficili o no. Ma quando si tratta di metterci tutto in un unico giro a disposizione per giocarsi la pole position, Lewis Hamilton ha qualcosa di più. Una capacità di tirar fuori un giro mostruoso, velocissimo e soprattutto senza sbagliare nel momento che conta. Magari proprio dopo aver commesso un'infinità d'errori nel resto del weekend, come successo a Baku. Sotto questo aspetto non è assolutamente blasfemo paragonare l'inglese ad altri grandissimi del passato, proprio quelli con cui si sta giocando la leadership statistica in queste settimane, arrivato alla pole numero 66.

In quei 3'33" lasciati disponibili dopo la bandiera rossa per la "toccata" di Daniel Ricciardo in Q3, era un po' un "prenderci": Hamilton c'è riuscito, gli altri meno. Non bisogna dunque arrivare a pianti biblici o a cospargersi il capo di cenere per i distacchi visti: tra fare un errore (o più di uno) ed essere lento, c'è ancora differenza. Valtteri Bottas così è a poco più di 4 decimi ma guadagna comunque l'intera prima fila alla Mercedes; come pure Kimi Raikkonen sarà certo a più di 1 secondo (1"1 per la precisione) ma ha pur sempre il merito di aver fatto meglio di tanti altri, a partire dallo spauracchio rappresentato da Max Verstappen. In una situazione non certo agevole, in bilico tra il dover fare un crono "minimo" per non partire indietro e allo stesso tempo senza potersi permettere di sbagliare (e dunque non "libero" di fare il massimo velocistico anche a costo di sbattere) Sebastian Vettel ha ottenuto un 4° tempo che non sarà esaltante ma gli permette di giocarsi la gara. E questo è l'importante, fino a prova contraria.

Passando alla Red Bull, sicuramente ci si poteva aspettare di più. Tuttavia non dimentichiamo che quello di Daniel Ricciardo è stato un errore come possono sempre capitare su questo tracciato (vogliamo ricordare Hamilton nel 2016?) e prima della bandiera rossa causata dall'australiano Max Verstappen era terzo. L'olandese ha avuto in qualifica problemi di improvvisi "tagli" motore e di cambiata, che se verranno risolti per la gara rendono certamente prematuro estrometterlo dalla competizione. Allo stesso modo, non crediamo sia così impossibile per Daniel risalire dalla decima posizione al via, anche perché ha una buona velocità sul traguardo e quindi proporzionale possibilità di superare.

Molto c'è da dire anche sulle altre squadre in top ten, a partire dalla Force India che di gara in gara si dimostra sempre più consistente. La lotta interna tra i due "galli" Sergio Perez ed Esteban Ocon per il momento sembra andare a vantaggio della competitività del team: è lecito aspettarsi un bel risultato finale come del resto successe già nel 2016. Non male nemmeno la Williams, con tutto che c'è da inquadrare al meglio l'ottima prestazione di Lance Stroll, riuscito non solo ad accedere alle Q3, ma addirittura a far meglio di Felipe Massa. Oltretutto non si è trattato di un riscontro casuale, dato che anche in prova il canadese ha dimostrato di aver "preso la mano" con la FW40, come già visto nella bella gara a Montreal. Non è andata altrettanto bene per la Toro Rosso, ma partendo appena fuori dalla top ten in sesta fila, Daniil Kvyat e Carlos Sainz possono anche stavolta ben sperare per la gara.

A prescindere da avarie e penalità, un certo pessimismo è invece lecito per le altre squadre come Renault, Haas, McLaren e Sauber, al di là di certi exploit come quello di Pascal Wehrlein riuscito a salire in Q2. Le difficoltà di questa pista portano infatti in maggior evidenza i limiti di queste macchine e le difficoltà dei loro piloti nel "dare di più" su un tracciato che invece ti castiga ad ogni minimo eccesso. Caratteristica comunque interessante e che anche stavolta pensiamo porterà ad una gara non troppo scontata. Purché i piloti non facciano come l'anno scorso, quanto tirarono a vedere il traguardo senza sbagliare e quindi offrirono una competizione piuttosto scialba, ravvivata solo da Lewis per i suoi problemi col volante e i dialoghi via radio con l'ingegnere di pista.