Nella configurazione attuale di 4.574 metri, il circuito di Hockenheim che si trova nel Baden-Württemberg non ha più le iconiche caratteristiche del vecchio tracciato "a fagiolo" di 6.823 metri che si inoltrava nella foresta e permetteva velocità elevatissime, tanto da richiedere chicane a "spezzare" gli allunghi. A giustificare la modifica furono quindi motivi si sicurezza ma anche il fatto che le macchine stavano a lungo fuori dalla visuale degli spettatori, per i quali è invece previsto soprattutto lo storico Motodrom, uno "stadio" che racchiude la sezione dalla curva 12 alla 17, quella più guidata.

Ora però il tracciato risulta più equilibrato: presenta sempre diversi punti in cui si superano i 300 km/h e alcune staccate impegnative, soprattutto quelle verso curva 2 e curva 6 (tornantino) alla fine dei due tratti in cui è possibile aprire l'ala mobile. Quest'anno infatti è stata tolta la prima zona di DRS, quella sul rettilineo di partenza. Inoltre le 17 curve sono abbastanza varie, con una prevalenza di medio-lente che richiedono un buon grip (sia aerodinamico sia meccanico) e una buona accelerazione in uscita.

Dunque servono monoposto bilanciate e con buone doti di trazione. Tuttavia i pneumatici non sono particolarmente sollecitati, per cui la Pirelli ha potuto adottare la fascia intermedia della sua disponibilità di mescole: C2 hard, C3 medium e C4 soft. Le strategie potrebbero inoltre essere influenzate dal fatto che qui i pit-stop richiedono giusto una ventina di secondi di "perdita di tempo", e ciò potrebbe favorire soste multiple. Ovviamente sempre che non arrivi la (prevista) pioggia a cambiare tutto.