La seconda sessione di prove libere a Spa-Francorchamps ha confermato le Ferrari davanti a tutti come nella prima sessione, con l'unica differenza che in un caso è stato davanti Sebastian Vettel e poi invece Charles Leclerc. Il risultato del monegasco è stato decisamente "forte", ma non dobbiamo dimenticare che in quei 6 decimi dati a Seb (e anche di più agli altri) hanno influito una scia lungo Kemmel e un errore del tedesco nel giro simulato di qualifica. In ogni caso la SF90 è sembrata sfruttare bene la configurazione a basso carico alare, scelta che aiuta soprattutto nel primo e nell'ultimo settore di pista; ma manca ancora qualcosa in termini di bilanciamento, per cui vedremo come si evolverà la situazione del set-up domani.

Pur considerando l'influenza di una pista di ben 7 km di sviluppo, il distacco delle Mercedes è considerevole: Valtteri Bottas e Lewis Hamilton seguono per più di 8 decimi. Inoltre le Red Bull sono a ben più di 1 secondo, ma nel loro caso contano un paio di errori di Max Verstappen e un mancato sfruttamento dell'unico giro buon da parte di Alex Albon, che comunque in generale non ha demeritato, oggi. Però nei long run in simulazione/preparazione della gara i riscontri sono tornati a favore delle Mercedes e anche delle Red Bull, e i distacchi decisamente più ridotti. In particolare le Ferrari sono state vicine come prestazione sul giro, ma hanno mostrato una tendenza a perdere di più con il degrado gomme.

Ciò che queste prove hanno fatto capire, in definitiva, è che c'è ancora bisogno di affinare la messa a punto delle varie monoposto e che quindi è meglio aspettare il sabato prima di approfondire i giudizi. Questo viene dimostrato peraltro anche dalla notevolissima prestazione di Sergio Perez: non solo il messicano ha staccato il 5° tempo e ha limitato il distacco a poco meno di 1 secondo (0"994) ma è risultato pure il più veloce nei long run. Ora, pur con tutta la meritata simpatia che possiamo avere per Checo e pur con una Racing Point RP19 che ha assimilato benissimo le modifiche portate in Belgio (e lo dimostra il contemporaneo 8° crono di Lance Stroll), non riteniamo certo credibile che possa essere davvero più veloce di Ferrari, Mercedes e Red Bull. Il che fa capire come queste ultime in realtà abbiano ancora del margine da recuperare e quindi le reali prestazioni e forze in campo si vedranno prossimamente. Vedremo inoltre come reagiranno squadra e macchina all'avaria che ha bloccato oggi Perez.

Dopo i dubbi per i problemi fisici, Kimi Raikkonen ha perseverato ottenendo il 7° crono del giorno, su una pista "amica" come quella belga, emergendo in un gap di 63 ms che oltre a lui e Stroll racchiude Daniel Ricciardo e Alex Albon, tutti in top ten. Leggermente più staccato Carlos Sainz, poi si torna a distacchi sottilissimi dal 12° Romain Grosjean in poi fino al 18° Kevin Magnussen: tra i due piloti Haas intercorrono giusto 279 ms e in quel divario si sono inseriti Nico Hulkenberg, Daniil Kvyat, Lando Norris, Antonio Giovinazzi e Pierre Gasly.

Insomma, distacchi così contenuti e il descritto margine di miglioramento possibile fanno capire che basterà poco per stravolgere la situazione e che quindi – come ogni venerdì, del resto – è ancora troppo presto per cantar vittoria o "condannare" qualcuno. Fermo restando che per adesso le Williams stanno faticando ancor più del solito, con distacchi di almeno 1 secondo e mezzo dal più vicino degli altri e George Russell anche stavolta davanti a Robert Kubica, per 4 decimi. Peraltro si sa già che Albon, Kvyat e Stroll partiranno dietro a loro in gara per via delle penalizzazioni per sostituzioni di vari elementi delle power unit.